Archivia Febbraio 2013

Pregi e pericoli dell’alcool isopropilico

Oggi viviamo, letteralmente, circondati da una quantità enorme di prodotti chimici di sintesi, delle cui proprietà positive ci serviamo, solitamente, senza avere in realtà non soltanto un’idea chiara, ma neppure un’infarinatura dei processi chimici e delle caratteristiche che li rendono così utili e quindi così diffusi – e quindi anche senza conoscerne i possibili pericoli. Sicuramente, fra queste, c’è l’alcool isopropilico.

Questo composto, che normalmente ha il suo utilizzo primario come ingrediente nei prodotti detergenti, ha un caratteristico odore e nessun colore; ve ne sono due isomeri diversi, l’1-propanolo, che prende il nome anche di alcool n-propilico, e l’alcool isopropilico vero e proprio, ossia il 2-propanolo. La reazione che lo sintetizza è molto semplice, richiedendo essenzialmente acqua e propene; quest’ultimo è un idrocarburo di larghissima diffusione in natura.

Le caratteristiche utili dell’alcool isopropilico sono numerosissime. Come dicevamo, viene spesso usato nei detergenti, per via delle sue proprietà fungicide, viricide e battericide; questo lo rende anche ideale sia per pulizie specifiche (pensiamo ai rasoi dei barbieri) che nei generali antisettici che troviamo nella casa. In campo industriale, d’altro canto, questo alcool trova un impiego significativo come solvente nei procedimenti più diversi, come nella fabbricazione degli inchiostri, nella produzione di acetone e glicerolo, e nel campo farmaceutico e cosmetico.

Ciò nonostante, non conferiamo solo pregi a questa sostanza. Anche se può parere strano viste le sue applicazioni, l’alcool isopropilico ha un elevato grado di tossicità, ed è velenoso, sia per inalazione che per contatto e ingestione, rendendolo pericolosissimo specie per i bambini. I sintomi vanno da nausea a mal di testa per brevi esposizioni a depressione del sistema nervoso centrale e perfino coma nei casi gravi. In casa dovremo guardarci soprattutto dai rischi di ingestione accidentale, mentre nell’ambito industriale, con grandi volumi, è l’inalazione il pericolo maggiore, che può essere scongiurato solo con l’utilizzo di particolari protezioni sia per gli occhi, che possono rimanere irritati, che delle vie respiratorie.

E dove li portiamo a mangiare? Il banchetto di nozze

Il gran giorno si sta avvicinando, e le cose da fare anziché ridursi sembrano aumentare: organizzare le proprie nozze è sempre un lavoro intenso. Scelto il luogo per la cerimonia, c’è da pensare ai vestiti; una volta approvati i vestiti, bisogna pensare alle bomboniere; queste ancora non sono pronte, che già va stilata una lista definitiva degli invitati… e prima o poi, inevitabilmente, arriva il momento di scegliere fra i tanti un ristorante adatto al nostro ricevimento, in città, o in qualche località più isolata, magari in campagna. Come non farsi travolgere da questo ennesimo compito? Non è difficile, se si presta attenzione a cinque semplici fattori – e anzi, sarà divertente!

– il tipo di locale
Già: che tipo di ricevimento volete? Non sono più i tempi in cui tutte le feste di nozze si assomigliavano – per non dire che erano quasi identiche, dall’organizzazione generale ai più specifici dettagli. Oggi molte limitazioni un tempo rigide si sono rilassate, e per fortuna è possibile dare al proprio ricevimento il tono che si preferisce: ma perché questo funzioni, è importante scegliere un locale che possa sostenere il tema che avete in mente. Dalla festa rustica, a un moderno pranzo in piedi con musica e ballo, fino al classico banchetto ai tavoli in ambiente formale, non avete limiti: sicuramente una attenta ricerca vi farà trovare il locale che fa per voi!

-le dimensioni del locale
Quante persone invitiamo? È uno dei grandi dilemmi dei matrimoni, e la scelta, in realtà, non può che stare agli sposi. Tuttavia, al momento di scegliere il ristorante, è una scelta che deve essere stata già fatta, e con un ragionevole livello di precisione: la festa ne verrebbe sicuramente compromessa, se i convitati si trovassero stretti come sardine, esattamente come, d’altro canto, se la sala scelta fosse semivuota, dando l’impressione che molti invitati avessero dato forfait. Per fortuna, esistono ristoranti con sale delle dimensioni più diverse, da piccole sale intime a grandi saloni per ospitare centinaia di persone.

– la musica
È una festa! E gli invitati, sicuramente, saranno felici di essere con gli sposi a condividere questa gioia – non soltanto mangiando insieme. Soprattutto in presenza di una considerevole fetta di giovani, è bene prevedere dello spazio e del tempo per ballare tutti insieme: al vostro gusto scegliere se invitare un DJ, affidarvi a della musica registrata, o magari chiamare un gruppo a suonare dal vivo!

-il Menù
E finalmente, uno dei punti decisamente cruciali: cosa si mangia? È senza dubbio l’argomento più dibattuto, e giustamente: è importante saper tenere conto dei gusti di tutti, e soprattutto nei ricevimenti con molti invitati può non essere semplice. Fatevi venire in aiuto dallo staff del ristorante: sicuramente troverete l’esperienza e la competenza che potranno levarvi dall’impasse e farvi stilare un menù ideale.

-il budget
E per finire, ahimè, il punto dolente di ogni festa: i costi. Sebbene sia vero che si preferirebbe sempre non badare a spese, almeno in un giorno come questo, non sempre è possibile. Va però detto che non sempre è necessario avere una disponibilità faraonica per organizzare un bel ricevimento: focalizzandosi sugli elementi importanti, è possibile far fruttare al meglio anche un budget ridotto!

L’uso della fibra ottica nei laser di nuova concezione

Non esiste tecnologia o aspetto della scienza che non possa essere innovato, migliorato, approfondito. Gli esempi di questo principio importantissimo sono tutti intorno a noi; uno fra questi è sicuramente rappresentato dalle tecnologie laser, che dopo decenni di esistenza e utilizzo ormai diffuso a tutti i livelli industriali, con ottimi risultati, hanno subito un significativo scossone ad opera di quella novità rappresentata dai laser a fibra. E tutto questo nonostante, come dicevamo, non ci fossero palesi difetti o mancanze nell’operatività dei laser di vecchia concezione, ma perché la nuova scoperta ha dimostrato dei vantaggi così evidenti e desiderabili da conquistare a ritmo rapidissimo intere fette del mercato.

La fibra ottica che caratterizza questi laser è tipicamente utilizzata nell’industria delle telecomunicazioni; nello specifico, ci riferiamo al “giunto in fibra”, che viene sfruttato proprio per ovviare ad un problema tradizionale dei macchinari laser: quello del disallineamento. Nei modelli di vecchia concezione, infatti, la fibra attiva, i combinatori, e i diodi di pompa sono parti separate, ed è soltanto durante l’assemblaggio che vengono allineate e fissate su un supporto. Purtroppo un laser però opera a temperature tali da rendere la deformazione termica una realtà molto concreta, e quando questa va ad alterare la perfetta linearità della base, l’allineamento viene compromesso e con esso la perfetta funzionalità del laser. Il giunto in fibra ovvia a tutto questo collegando insieme le parti citate e rendendole solidali fin dall’inizio, evitando il problema della perdita d’allineamento.

I risultati pratici sono di due tipi, ed entrambi concorrono a rendere il laser a fibra migliore, e più performante, dei suoi predecessori. Come prima cosa, infatti, la manutenzione richiesta dallo strumento, già storicamente bassa nel campo del laser, diventa pressoché inesistente; dall’altro si raggiunge un’efficienza di conversione ottica di ordine superiore, attorno al trenta per cento, anche con l’impiego di basse potenze di poche centinaia di watt.

Packaging per cosmetici: perché la plastica?

La plastica è un derivato del petrolio, lavorato da aziende specializzate come GRG. La cosa può dare effettivamente strane sensazioni quando la si riferisce alla fabbricazione di tappi in plastica per cosmetici, ma in effetti è difficile trovare un materiale più adatto.

Innanzitutto la plastica non è di un solo tipo: nell’industria cosmetica, ad esempio, ne vengono usati almeno quattro tipi diversi HDPE, PP, PVC e PETG.

Tutte le plastiche hanno comunque alcune caratteristiche in comune che le rendono particolarmente indicate per l’utilizzo nel settore cosmetico.

Inerzia. Il materiale plastico, se lavorato e conservato correttamente risulta completamente inerte nei confronti dei prodotti cosmetici; questo significa sostanzialmente che non può interagire con il prodotto che è destinato a contenere, ne dal punto di vista chimico ne da quello fisico.
Questo fattore è molto importante, in quanto il prodotto deve garantire, al netto della conservazione corretta, una costante qualità delle proprie caratteristiche organolettiche e costituenti.

Duttilità. Tutte le materie plastiche sono estremamente duttili e semplici da lavorare (fatta eccezione per alcuni particolari polimeri) e sono quindi convenienti per i procedimenti di stampaggio ed assemblaggio richiesti dall’industria cosmetica.

Riciclabilità. La plastica può essere quasi sempre riciclata quasi totalmente ed è quindi un materiale che consente un notevole recupero.

Adattabilità. Per tutte le caratteristiche dette finora, i vari tipi di materiale plastico sono adattabili a tutte le marche e alle diverse tipologie di prodotto. Da parte di chi produce questo tipo di packaging questo si traduce nella possibilità di acquistare la materia prima in quantità davvero estese senza diversificare troppo il tipo di materia di cui approvvigionarsi.

Per la realizzazione dei diversi tipi di packaging per cosmetici vengono utilizzati macchinari di stampa appositi, che consentono le diverse tipologie di lavorazione a seconda del materiale e della sua destinazione d’uso: ad esempio l’estrusione nel caso dei tubi erogatori (peraltro realizzati in plastica morbida), o altri tipi di lavorazione che però risultano standard al netto delle dimensioni di lavorazione.

Fanno eccezione a ciò quei particolari contenitori che sono quasi degli oggetti di design e per i quali è necessario realizzare stampi particolari per la loro lavorazione ma, almeno per quanto riguarda il settore cosmetico, si tratta senz’altro di eccezioni.

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