Archivia Marzo 2013

Reattore chimico: che cos’e’

Per reattore chimico, nella sua definizione più classica e facendo riferimento al termine in ingegneria genetica, si intende una sorta di “contenitore” nel quale, al suo interno, si fanno avvenire delle reazioni chimiche.

Un reattore chimico si diversifica per tipologia a seconda della reazione da svolgervi, della natura chimica e delle sostanze coinvolte nonché dalla modalità di conduzione della reazione stessa, che può essere continua o discontinua (a lotti o batch).

Per la costruzione e la progettazione di un reattore chimico bisogna tener ben presenti sia gli aspetti chimici che quelli ingegneristici garantendo la resa migliore possibile e il dispendio minore in assoluto prendendo inoltre anche considerazione della pericolosità della reazione e anche della tossicità di reagenti e prodotti coinvolti.

Un reattore chimico richiede un dispendio finanziario notevole poiché deve procurarsi (per funzionare) non solo le materie prime, ma anche l’energia da fornire (come ad esempio l’agitazione e il riscaldamento), l’energia da rimuovere (nei casi in cui si renda necessario raffreddare la reazione) e anche i lavori degli operai legati alla conduzione della reazione: insomma un reattore chimico costa parecchio e comporta tanti acquisti da fare.

Per quanto riguarda l’operatività e la funzionalità di un reattore chimico, è necessario che avvengano due cose fondamentali: la miscelazione dei reagenti coinvolti (che può essere ottenuta mediante l’azione di miscelatori statici o agitatori) e che vi siano le condizioni termiche ottimali (temperatura, pressione) che possono essere raggiunte e mantenute tramite l’utilizzo di scambiatori di calore, condensatori, compressori e altro ancora.

Come già detto più sopra, i reattori chimici possono essere considerati, visti e divisi in due sottofamiglie: continui e discontinui.
Nei reattori a processi continui, ogni componente del reattore e ogni sua unità che compone il suddetto impianto chimico, opera 24 ore giornaliere e 7 giorni su 7, a condizioni praticamente sempre costanti. Nella norma infatti l’impianto viene fermato solo ogni due o anche più anni e solo per lavori riguardanti la manutenzione dello stesso.
Un reattore di tipo discontinuo invece alcune unità che lo compongono (solitamente sono i reattori batch) operano seguendo principi ben precisi, con il ciclo tipo carico – reazione – svuotamento.

I reattori chimici in buona sostanza, sono parte integrante, il cuore pulsante, degli impianti chimici in cui essi sono collocati, volti alla produzione industriale e al trattamento di sostanze chimiche su larga scala.
I rischi che comporta sono di tipo tossicologico poiché le reazioni che avvengono ogni giorno non sempre danno i risultati ottimali e bisogna ripetere il processo, andando a creare un rischio.
L’importante è che siano operativi e che mettano a disposizione dell’intero impianto chimico un’ottima performance di lavoro.

Per capire meglio l’importanza di questi compoenti, visita questo sito.

Quattro semplici suggerimenti per liberarsi dalle vespe

Chi dovesse porre la domanda “ma perché dovremmo preoccuparci di eliminare vespe e calabroni?”, probabilmente non ha mai vissuto la spiacevole esperienza di essere attaccato e punto da uno di questi insetti. Di fatto si tratta di insetti estremamente aggressivi, che attaccano anche senza provocazione ma per un semplice contatto accidentale, e la cui puntura è estremamente dolorosa e bruciante; inoltre, a differenza delle api, pungere non le uccide, perciò possono attaccare ripetutamente e costringere a fughe ingloriose, spaventando i più impressionabili come i bambini. Come possiamo quindi fare per eliminare questi insetti tanto molesti, nonostante alcune delle loro specie siano utili per liberare il territorio dove vivono dai parassiti delle piante, nutrendosene? Ecco quattro consigli provati nel tempo e di sicuro effetto.

1. Localizziamo il nido delle vespe
Uccidere soltanto le vespe che incontriamo non ha grandi risultati: nel nido,ne stanno nascendo a centinaia per ognuna che eliminiamo. Per fortuna, il ciclo di attività di questi insetti è diurno, e quindi non è difficile seguirli e scoprire dove si trova il loro nido. Solitamente sarà in una crepa del muro, o in un buco del terreno.

2. Irroriamo il nido di insetticida
Qui converrà procedere di notte, quando le vespe sono intontite e meno attive; inoltre, a quell’ora è più facile che la maggioranza degli esemplari sia proprio nel nido. Esistono spray appositi, che permettono di irrorare il nido da lontano così da rischiare ancora meno di esser punti; vestirsi con abiti pesanti sarà un’utile protezione in più. Converrà ripetere il trattamento per qualche notte di fila, e non rimuovere il nido una volta uccise le vespe: si tratta di insetti territoriali, che notando un nido (ancorchè vuoto) probabilmente non cercheranno di insediarsi nella stessa zona.

3. Evitiamo di attirare nuove vespe
Non rendiamo il nostro giardino un luogo attraente per le vespe. È importante evitare di lasciare all’aperto cibi e bevande, soprattutto zuccherine, e tenere ben chiusi i bidoni della spazzatura, che andranno inoltre svuotati e ripuliti regolarmente. Se non trovano cibo, le vespe difficilmente cercheranno di insediarsi.

4. Disponiamo trappole per proteggerci
Se amiamo molto stare all’aperto, può essere utile cercare di intrappolare le vespe dove non possono danneggiarci. Esistono in commercio prodotti industriali, spesso molto efficaci, ma si può anche provare a costruire una trappola per vespe con una bottiglia da due litri, riempita in parte con succo di frutta e pezzetti di carne – una vera calamita per questi insetti.

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