Archivia Febbraio 2015

Generare i contatti: un metodo per ogni dito

Avete il problema di ogni azienda: trovare un modo per attirare clienti e generare nuovi contatti. Non siamo più in un mercato in cui per questa attività fondamentale ci si possa affidare alla fortuna, e meno che mai sperare che i clienti arrivino da soli, come per magia: è fondamentale studiare un piano solido e strutturato intorno al quale costruire lo sviluppo della vostra azienda. E fra i tantissimi metodi che esistono – e che aumentano ogni giorno – ne abbiamo scelti per voi cinque, facili da ricordare associandoli alle dita della mano, e strutturati proprio per diventare più forti quando usati in concerto – come le dita della mano si possono trasformare in un solido pugno lavorando insieme. Scopriamoli!

1. La chiamata a freddo

Non la ama nessuno, e sicuramente pensare di fare telefonate a freddo ad un intero elenco di aziende, come si faceva vent’anni fa, non è più una strategia accettabile – o redditizia. Ma di per sé non bisogna sottovalutare in toto il metodo soltanto perché richiede un po’ più di pianificazione rispetto ad un tempo. Anzichè sprecare tempo a chiamare tutte le voci di un elenco, mettetevi a tavolino e ragionate su quella lista, selezionando in base a quali aziende vi sembrano più adatte, per caratteristiche e profilo, a diventare vostre clienti. Sarà tempo ben speso, perché poi il tasso di conversione delle telefonate aumenterà, e con una frustrazione molto minore per chi telefona.

2. La pubblicità tradizionale

Sulle riviste, in televisione, in radio, sui cartelloni autostradali, pay-per click, banner sui siti: la pubblicità non smette di esistere e non smette di funzionare, anche se i modi più efficaci di usarla cambiano continuamente. Il mercato “di massa” non esiste più – almeno non nell’accezione in cui esisteva, per dire, negli anni ’50 o ’60 – ed è necessario studiare più approfonditamente dove posizionare la propria pubblicità, e come costruirla, nel mondo fisico e in quello digitale. Ma fatto questo lavoro, i risultati arrivano eccome!

3. Partnership

Come il cacio sui maccheroni: ci sono volte in cui due realtà commerciali si adattano perfettamente, fornendo servizi o prodotti correlati o complementari, ciascuno con la propria competenza, associandoli in un’offerta irrinunciabile. Scoprite un partner che vi permetta di fare esattamente questo, senza temere le difficoltà e il tempo che necessariamente saranno coinvolti nella pianificazione: starete costruendo un canale che, da solo, e senza bisogno di particolari impegni, farà sì che il vostro prodotto sia più appetibile, e che molte vendite del vostro partner diventino, automaticamente, vendite anche per voi!

4. Passaparola

Vale solo per le piccolissime aziende, è poco professionale, non funziona?
No, ripensateci. Il canale del passaparola è in realtà uno dei più potenti e affidabili che esistano nel mondo del marketing. Pensateci: qualsiasi messaggio diffondiate voi, si potrà sempre pensare che è di parte, pagato, insincero. Ma se un cliente, dopo aver comprato, è tanto soddisfatto e orgoglioso della scelta da parlare di voi spontaneamente e con piacere, anche il più sospettoso dei clienti potenziali dovrà accettare che qualcosa di buono lo offrite di certo.
Date modo ai clienti di farvi del passaparola. Rendeteglielo semplice: chiedete loro dei contatti, quando sono soddisfatti, e date loro un modo semplice – un link nelle e-mail, un bottone sul sito, dei post da condividere sui social network – per parlare di voi.

5. Content marketing

Il marketing è prendere? Prendere clienti, contatti, attenzione? Non sempre. Nel content marketing si parte dal donare: donare contenuti utili e interessanti, che siano analisi di mercato, newsletter informative, studi su settori specifici, video… qualcosa che dia al cliente un’utilità che va al di là del proporre il vostro prodotto. È un canale che è esploso con lo sviluppo del web 2.0, e si sta dimostrando potentissimo. E voi avete sicuramente qualcosa di utile da dire: fatelo subito!

I test per endotossina batterica per i prodotti sterili

Nel campo dei test di sterilizzazione, ricoprono un ruolo di significativa importanza i test per endotossina batterica. Queste tossine sono pirogeni generati dai batteri, e si trovano nelle membrane esterne che contengono lipopolisaccaridi. Quando entrano in contatto con il sangue, o con il fluido cerebrospinale, possono causare un aumento della temperatura corporea, uno shock settico, e perfino la morte. Si tratta di sostanze pericolosissime perché di grande potenza, stabili al calore, e in grado di superare molti filtri di sterilizzazione; inoltre, avendo natura puramente chimica, non vengono rilevate da molti test generici.

Il test di sterilizzazione per l’endotossina batterica è quindi uno degli esami specifici a cui devono esser sottoposti, in base alla Farmacopea, tutti i prodotti sterili e i dispositivi medici che devono essere impiantati nel corpo: questo per evitare effetti nocivi che vanno dalla febbre , alla distruzione delle cellule endoteliali, fino a bassa pressione per aumentata permeabilità dei vasi sanguigni. Questo test utilizza amebociti che sono in grado di identificare livelli pericolosi di frammenti di cellule batteriche potenzialmente carichi di tossine. Ne esistono tre modalità principali:

1. Gel-clot, che combina l’amebocita e l’endotossina in vitro, e produce coagulazione se questa è presente;
2. Turbidimetrico, dove viene valutato il tasso di crescita della torbidità in diretta proporzione con la concentrazione della sostanza nociva;
3. e cromogenico, che verifica il viraggio al giallo di uno specifico complesso rispetto ad una scala standard per misurare la presenza o meno della tossina.

Il secondo e terzo tipo di test sono valutazioni fotometriche; il test turbidimetrico genera molti falsi positivi, mentre quello cromogenico è vulnerabile a troppe sostanze diverse, il che lo rende spesso inefficace. Il test più sicuro e preciso è sicuramente il gel-clot. Purtroppo, questo è anche non automatizzabile, richiede significativo dispendio di tempo, ed è soggetto a denaturazione delle proteine, alterazioni del pH e azione di vari inibitori chimici e fisici.

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