Archive Ottobre 2018

Capcom e Resident Evil

Capcom e Resident Evil

 

Quest’anno la storica etichetta giapponese attiva da quasi quarant’anni, ha annunciato che Resident Evil verrà pubblicato anche su Nintendo Switch, dopo essere stato reso disponibile per tutti gli altri accessori tra cui PlayStation 4, Xbox One e Pc.
La novità risiede nel fatto che sarà possibile giocarci in streaming ricevendo le immagini di gioco e comunicando ad un server gli input, di conseguenza non sarà il vostro dispositivo a dover elaborare i dati in tempo reale, perché probabilmente questo richiederebbe un’efficienza maggiore.
Tuttavia come potete ben immaginare, difficilmente questa pubblicazione avverrà in Italia poiché qui manca una diffusione della banda larga sufficiente affinché ciò avvenga, si tratta dello stesso motivo per cui non è disponibile PlayStation Now.

2001: Quando Resident Evil era esclusiva Nintendo

Nel settembre del 2001 la Capcom organizzò una conferenza stampa in cui dichiarò che da quel momento in poi la saga di Resident Evil sarebbe stata un’esclusiva per il mondo Nintendo, una nuova casa alle avventure di personaggi già apprezzati.
A questo punto il 2002 sarebbe iniziato con un remake del primo capitolo (che sarebbe anche stato il primo remake nella storia dei videogiochi), successivamente le conversioni del secondo e del terzo capitolo con l’aggiunta di due capitoli inediti entro il 2005, tra cui Resident Evil 4 i cui lavori erano già iniziati nel 1999 senza però trovare la luce per via di svariati problemi e ripartenze.
Quanto detto avvenne davvero, compresa la pubblicazione del capitolo inedito ‘’Resident Evil 0’’ dando così, a chi non aveva vissuto l’avventura tramite PlayStation, la possibilità id conoscere tutto il gioco.

Gli altri giochi e la rottura tra Capcom e Nintendo

Nonostante entro il 2005 quanto promesso avvenne, nello scorrere di questo tempo il rapporto tra le due aziende era cambiato. Nello stesso anno in cui era prevista la pubblicazione del remake, l’accordo prevedeva che venissero consegnati altri cinque giochi inediti, delle vere e proprie esclusive.
Tra questi il già citato Resident Evil 4, P.N. 03, Viewtiful Joe, Dead Phoenix e infine killer7, tutti giochi con grandi intenzioni ma non tutti andati in porto. Quello che mise in crisi l’accordo non fu però questo, ma il fatto che a qualche mese dall’uscita di Resident Evil 4 per Nintendo, l’uscita venne annunciata anche per PlayStation 2. Ciò determinò la fine del contratto entro l’anno successivo con delle perdite per la Nintendo, poiché pur avendo per qualche mese l’esclusiva, nessuno acquistò il GameCube, attendendo l’uscita per la PlayStation.

Sicurezza informatica, aumentano gli attacchi

Sicurezza informatica, aumentano gli attacchi

 

Sono in crescita gli attacchi informatici, soprattutto quelli scatenati dall’interno delle diverse organizzazioni mondiali. Sembrerà strano, ma la sicurezza informatica oggi è resa precaria soprattutto da attacchi interni, molto più frequenti di quelli esterni, che comunque continuano ad aumentare. A dirlo è uno studio recente, chiamato “The State of Cyber Resilience 2018” condotto da Accenture. La ricerca Accenture ha coinvolto più di 4500 responsabili della sicurezza informatica in realtà aziendali con un fatturato maggiore a un miliardo di dollari. Aziende operanti in molti settori differenti e in 15 paesi tra USA, Europa e Asia.

Sicurezza informatica, lo stato di salute internazionale

Entrando nel merito della ricerca, le violazioni continuano ad aumentare e quelle esterne, pur essendo minori a quelle interne, crescono a una velocità decisamente più alta. Il loro impatto ha registrato una crescita del 9% dal 2017 al 2018, invece gli attacchi interni più invasivi sono diminuiti del 20%. Nel complesso, tuttavia, i cyberattacchi sono praticamente raddoppiati, passando dai 106 nel 2017 ai 232 nel 2018 e, di conseguenza, la risposta delle aziende si è concentrata sulla dotazione di sistemi di controllo.

Aumenta il controllo informatico

Il controllo informatico aumenta sempre di più e si prevede che entro la fine di questo 2018, una delle maggiori industrie al mondo, come quella del petrolio e del gas, potrebbe arrivare a investire fino a 1,87 miliardi di dollari proprio nel comparto della sicurezza informatica. Questa spesa in generale è aumentata molto nel 2018: nel 10% delle aziende il budget investito si è triplicato.

Le esigenze avvertite in ambito di sicurezza

Ma quali sono le esigenze avvertite in ambito di sicurezza informatica secondo la ricerca? Cominciamo dall’importanza che le innovative tecnologie come l’intelligenza artificiale, la cosiddetta machine learning e la blockchain stanno conquistando sempre di più. Nel comparto dello sviluppo software vengono ritenute indispensabili da chi si muove nel settore, come Area Software. Inoltre, la maggior parte delle realtà coinvolte nello studio investirebbe ancora di più nella sicurezza e altrettanto nell’innovazione. La buona notizia, comunque, è che si diventa sempre più reattivi e rapidi nella reazione delle violazioni informatiche, considerando che nel corso di questo 2018 più della metà degli attacchi sono stati individuati nel giro di una settimana e quasi il 90% in un mese. In ogni caso, la maggioranza degli attacchi informatici purtroppo rimane ancora imprevedibile e i danni che possono scatenarsi sono poco ipotizzabili.

La vita al tempo…di Facebook

La vita al tempo…di Facebook

Chi oggi usufruisce dei servizi internet mediante l’utilizzo di PC, smartphone o tablet accede (in genere) almeno una volta al giorno in quella piattaforma chiamata Facebook.
Tutti noi, almeno una volta, abbiamo avuto a che fare con il social più famoso al mondo: per rimanere in contatto con gli amici, per spiare qualcuno, per condividere fotografie, idee o opinioni. Un motivo vale l’altro ma di fatto una vita senza Facebook, oggi, sarebbe impossibile da idealizzare.

Lo stesso utilizzo del social, però, non è sempre sicuro e trasparente: come qualsiasi altro campo sociale l’occasione porge l’uomo in una posizione di potenziale errore e i più cattivi, se vogliamo definirli così, ne approfittano per compiere azioni deplorevoli. Ma in origine che funzione aveva Facebook?

L’idea di Zuckerberg e soci

Nel 2004, quando venne lanciato, Facebook aveva il semplice compito di tenere in contatto gli studenti dell’Università di Harward. In principio l’idea di Zuckerberg, Saverin, McCollum Moskovitz e Hughes era quella di permettere agli studenti stessi di potersi ausiliare reciprocamente in caso di necessità.
Col passare dei giorni il fenomeno prese campo tanto da estendersi dapprima alle Università vicine e in tutto il mondo in un secondo momento.
Nel maggio del 2018, addirittura, Facebook ottenne il record di 2,2 miliardi di utenti attivi: un numero assolutamente spropositato che lo ha reso ufficialmente uno dei tre portali web più visitati (e utilizzati) della nostra era in compagnia di Google e Youtube.

Nonostante l’immissione nel web risalga al lontano 2004 la versione italiana arrivò solo nel 2008 e ad oggi è presente addirittura in 100 lingue differenti.

L’innovazione, rispetto al passato, risiede nella compilazione automatica di tutti i dati (con annessa fotografia) che permetteva un riconoscimento sociale a 360°.
Nome, cognome, provenienza, studi e percorsi lavorativi: il formato curriculum permise di scoprire una realtà vecchia e nuova allo stesso tempo ma che di base sbaragliò la concorrenza.

Come utilizzare il social

Per potervi accedere non è necessario possedere chissà quale grande strumentazione. Basta infatti un dispositivo collegato sul web (a tal proposito guarda la nostra recensione Samsung), un indirizzo mail valido e se lo si vuole un numero di cellulare per ragioni di sicurezza.
Avuta la strumentazione ed effettuata la registrazione le porte di Facebook sono a nostra disposizione. Di base basterà scrivere nella barra superiore che funge da motore di ricerca il nome della persona che vogliamo contattare e la connessione è stata stabilita. Buon divertimento.

 

Assicurazioni auto e scadenze

Assicurazioni auto e scadenze

Assicurazioni auto e scadenze

Quante volte, in prossimità dall’essere fermati da un vigile, cominciamo a pensare a tutta la serie di documenti da dover esibire, e un pensiero va all’assicurazione? Involontariamente, potrebbe capitare di aver ignorato o completamente rimosso la sua data di scadenza… Circolare con la propria auto e l’assicurazione scaduta, si sa, è un rischio.

Se fermati per la polizza scaduta, le conseguenze da pagare, sono pesanti. Non solo si rischia il sequestro del veicolo e una sanzione tra gli 841€ e i 3.287€, ma in caso di incidente con colpa, si finisce davvero in guai piuttosto seri.

Cosa succede se la polizza auto è scaduta da meno di 15 giorni?

Se le assicurazioni auto economiche, risultano essere scadute da meno di due settimane, allora si può stare relativamente tranquilli. In questi casi, si rischia solo un ammonimento e generalmente, una multa di circa 200€. Durante i 15 giorni successivi alla scadenza di una polizza assicurativa annuale, infatti, la copertura rimane comunque attiva. In caso di incidente con colpa, è ancora la vecchia compagnia assicurativa a pagare l’eventuale risarcimento dovuto alla controparte.

Cosa succede se la polizza auto è scaduta da più di 15 giorni?

Ecco cosa succede, se si viene colti in giro, con un’auto dotata di una polizza scaduta ormai da più di 15 gironi: per chi circola senza la copertura Rca obbligatoria per Legge, l’articolo 193 del Codice della Strada, prevede innanzitutto il sequestro del veicolo. Solitamente, a proprie spese, un carro attrezzi viene chiamato per prelevare la propria auto, che verrà rilasciata in un deposito sicuro.

A questo punto si può scegliere tra due alternative. Si può dire addio alla propria auto e di conseguenza, ci si impegna per farla demolire entro 30 giorni dalla contestazione della violazione, oppure la si può riprende pagando. Nel primo caso verranno riconsegnati sia il veicolo che i documenti, ma solo in seguito al pagamento di una cauzione che sia pari al minimo della sanzione prevista, e cioè, 841€. Una volta effettuata la demolizione, la cauzione verrà restituita, fatta eccezione per il 25% (ca. 210€) che sarà trattenuto come sanzione pecuniaria.

Se invece, non si ancora arrivati alla decisione di volersi disfare della propria auto, allora bisogna sapere, che il costo sarà ancora più alto. Oltre alla sanzione minima di 841€ si dovrà pagare tutte le spese di prelievo, trasporto e custodia dell’auto presso il deposito. Inoltre, si dovrà rinnovare subito la precedente polizza assicurativa per almeno sei mesi.

 

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