Cercare oro con il metal detector: i consigli utili

Cercare l'oro non è una novità per l'uomo, in tempi passati era anche un mestiere necessario. In alcune regioni italiane quali la Valle d'Aosta e il Piemonte, si trovano, anche se non sono più attive, le principali miniere d'oro, ma troviamo qualcosa anche in Lombardia e Liguria, in Toscana, Lazio e Calabria; quindi possiamo dire che anche l'Italia ha le sue zone aurifere. Naturalmente non siamo in presenza di giacimenti pieni di pepite ma di oro in scaglie, granelli, polvere aurea e comunque la prima cosa che bisogna avere per trovare l'oro è:la pazienza.

Tuttavia, visto il rapido aumentare di persone che si dedicano al metal detecting e alla ricerca dell'oro in particolare, c'è da credere che essa non manchi. Infatti, se il mestiere del cercatore d'oro è sempre stato visto come molto avventuroso, era anche molto faticoso e a volte pericoloso.

Il Metal Detector apposito per la ricerca dell'oro, facciamo il punto

Come sappiamo il Metal Detector è un dispositivo che, sfruttando alcuni principi dell'elettromagnetismo, è in grado di individuare, localizzandole con precisione, masse metalliche sepolte sotto terra. Anche se l'oro non è un metallo magnetico, a determinate condizioni di utilizzo, il Metal Detector sarà l'oggetto fondamentale da usare per la sua ricerca. Intanto perché la prospezione elettronica con Metal Detector è la tecnica più adatta e rapida da utilizzare, soprattutto per una prima ispezione delle fessure che, nelle rocce, potrebbero contenere delle piccole pepite d'oro. Anche nella ricerca dell'oro alluvionale, quello che si trova in parecchi fiumi e torrenti del nord Italia, possiamo avvalerci della prospezione elettronica con Metal Detector, per valutare il sedimento esaminato nella giornata, con maggiore attenzione e accuratezza.

Per cominciare a fare chiarezza sul metodo d'uso, nella ricerca di piccoli frammenti aurei, vediamo come procedere:il Metal Detector dovrà essere usato con le apposite cuffie, per isolare dai rumori esterni chi fa la ricerca e deve sentire i segnali acustici particolari dell'apparecchio; avere una piastra piccola, non avere inserito il discriminatore di metalli che può forviare nella ricerca di materiali aurei ed essere ad alta frequenza; in modo che sia più sensibile a rilevare la presenza d'oro, sia più percettibile il segnale che invia lo strumento e permetta di individuare meglio ciò che ci interessa trovare. In realtà non esiste un Metal Detector che individui solo l'oro, questo deve essere chiaro, alcuni possono essere più adatti di altri, magari perchè possono immergere la loro piastra in acqua senza danni e quindi tornare indispensabili per scandagliare i piccoli fiumi di montagna, i torrenti, dove si nasconde il cosiddetto oro alluvionale. In questo caso, prima di imitare i cercatori di tanti anni fa che, ad esempio in Piemonte, lo facevano per mestiere ma manualmente, con setaccio e zappetta, bisogna stare attenti a non bagnare le zone dell'apparecchio che invece potrebbero rovinarsi.

Nella scelta del Metal Detector, bisogna sempre affidarsi a marche e rivenditori ufficiali, altrimenti in caso di mal funzionamento sarà più difficile ricevere assistenza e poi, prima dell'acquisto bisogna assolutamente che il rivenditore aiuti il cliente a usare per la prima volta l'attrezzo con una prova di ritrovamento di un piccolo oggetto d'oro nascosto nel sottosuolo. Per mantenere in piena efficenza il nostro Metal Detector, dobbiamo mettere in conto una sua manutenzione accurata dopo ogni uso, anche con prodotti specifici oggi in commercio e che vi consiglierà il rivenditore di fiducia. In ultima analisi,vale senz'altro la pena di ascoltare i consigli di chi ha già fatto il suo acquisto ma, per comperare il vostro Metal Detector per la ricerca dell'oro, sia nuovo che magari usato, se lo ritenete indispensabile, dovete prima informarvi bene sulle tipologie, le marche e le prestazioni di ognuno: solo così farete una scelta oculata.

Un hobby dai molti aspetti positivi:il Metal Detecting È molto importante avere un hobby che sia completo, piacevole e rilassi la mente dagli impegni quotidiani, facendo magari incontrare persone che, condividendo questa passione, diventeranno anche amici; quindi alla fine non è tanto importante quello che si vuole cercare, ma quello che ci appassiona tanto da diventare l'hobby preferito. In più fare qualcosa all'aria aperta, lontano dal traffico cittadino e che comporta comunque una buona attività fisica, è ormai consigliato da tutti i medici, perchè aiuta a vivere meglio e più a lungo.

Il ruolo della fotografia

Da quando è nata la fotografia non ha fatto altro che creare la possibilità, in maniera semplice, di ricordare ciò che desideriamo, in ogni momento.
Oltre ad essere un’arte ed un mezzo di comunicazione potente la fotografia ha permesso all’uomo di fare ciò che da sempre desidera: creare un ricordo di sé, lasciare la sua traccia, schivare l’oblio.
Pavese, nei suoi Dialoghi con Leucò scrisse qualcosa che, in qualche modo, può far comprendere meglio quanto sto affermando: ‘’l’uomo mortale, Leucò, non ha che questo di immortale: il ricordo che porta e il ricordo che lascia’’.
Nonostante la fotografia non sia l’unico mezzo per rendersi immortali è sicuramente quello visivamente più potente se ci riferiamo alla quotidianità e alla vita di tutti i giorni i cui protagonisti non sempre sono artisti, scrittori, attori.
Il film Heimat
Il regista Edgar Reitz in questo famoso film non ha fatto altro che dimostrare che le fotografie sono la storia delle nostre radici e che sono esse a definire il nostro modo di stare al mondo, definendo i confini di ciò che ci caratterizza.
Il film, che in realtà è una saga, narra di una famiglia tedesca nel corso del novecento ma la novità risiede nella scelta del regista di riassumere gli episodi precedenti attraverso la fotografia: ogni volta che viene aperto un nuovo capitolo, dunque, compaiono le fotografie dei personaggi fino ad allora rappresentati e una voce narra i fatti accaduti regalando allo spettatore immagini di istantanee ingiallite e di vecchi album che tanto piacciono e appassionano, facendo vivere delle emozioni quanto mai reali.
Ecco che dunque, prima della nostra sepoltura, potrebbe risultare importante per gli altri lasciare un ricordo, delle foto che ci rappresentino nei nostri momenti più semplici.
Il film Smoke
Si tratta di un celebre film in cui il protagonista, Auggie, tutte le mattine alle otto fotografa l’angolo tra la Terza e la Settima strada, sempre dalla stessa posizione o quasi.
Ad un certo punto un cliente, sfogliando la raccolta contenente quasi quattromila fotografie gli rimprovera l’invariabilità delle stesse, rimprovero che non viene percepito come tale dal protagonista che invece spiega che in realtà le foto pur essendo tutte uguali sono in realtà diverse le une dalle altre perché vi sono dei giorni di sole, altri di pioggia, altre volte c’è solo buio, a volte i passanti indossano l’impermeabile e altre volte le magliette con le maniche corte.
Qui il protagonista ci dimostra il modo che l’uomo ha di intrattenere col mondo, come uno strumento in grado di arrestare un momento e di conseguenza il tempo.

Che cosa sono i kindle

L’avvento della tecnologia ha portato diverse modifiche nella vita di tutti i giorni e questo riguarda anche un’antica arte come quella della lettura.

Oggi al libro cartaceo che continua ad avere un ‘importante fetta di mercato editoriale,  viene accompagnato  da libri digitali tra questi troviamo sicuramente diverse tipologie di kindle.

La definizione di kindle

Questi nuovi libri digitali sono definiti come ebook reader e sono dotati di una particolare tecnologia che viene definita come e-ink, un particolare inchiostro elettronico che viene inserito su una carta elettronica.

La piattaforma dei kindle è stata creata dal colosso delle spedizioni Amazon, che essendo nata come un’azienda di spedizione di libri, quando decide di creare prodotti con il proprio marchio sceglie il mondo dei libri elettronici.

Il prodotto e il suo hardware è stato creato per Amazon ma viene utilizzato anche da altri dispositivi come PC Windows e Mac.

Il kindle si differenzia da un normale schermo digitale per la presenza di una luce posteriore sul display, che permette di illuminare i pixel presenti in modo da riflettere una luce che va sembrare il dispositivo un foglio digitale.

La risoluzione del kindle è differente da quella di un qualsiasi monitor, infatti, non presenta i classici problemi di angolazione di un monitor normale e ha la funzione retro illuminata che non dà problemi di vista .

Tra le migliori caratteristiche di un kindle troviamo sicuramente la durata della batteria, questa infatti si consuma solo quando si volta pagina, perciò può essere utilizzato anche per uno, due mesi prima di metterla in ricarica.

Il kindle è portatile e può essere sempre messo in borsa e portato dove si vuole, si caratterizza per il suo peso, questo risulta molto leggero, si consideri che il peso standard è circa 170 grammi.

Come per il libro cartaceo anche con i kindle è possibile mettere dei segnalibri per ricordarvi dove siete arrivati a leggere e inoltre possibile selezionare alcune frasi e parti del libro da rileggere ogni volta che si vuole.

L’acquisto di un kindle ha numerosi vantaggi tra questi sicuramente anche il prezzo, che può variare ma non supera mai i 200 euro e anche i libri che vengono acquistati sono più economici rispetto al cartaceo.

Il libro di carta rimane sicuramente molto più affascinante e bello, infatti sul kindle non si sente l’odore della carta il rumore delle pagine che vengono sfogliate ma è sicuramente una valida e interessante alternativa che viene offerta agli amanti della lettura.
 

Capcom e Resident Evil

 

Quest’anno la storica etichetta giapponese attiva da quasi quarant’anni, ha annunciato che Resident Evil verrà pubblicato anche su Nintendo Switch, dopo essere stato reso disponibile per tutti gli altri accessori tra cui PlayStation 4, Xbox One e Pc.
La novità risiede nel fatto che sarà possibile giocarci in streaming ricevendo le immagini di gioco e comunicando ad un server gli input, di conseguenza non sarà il vostro dispositivo a dover elaborare i dati in tempo reale, perché probabilmente questo richiederebbe un’efficienza maggiore.
Tuttavia come potete ben immaginare, difficilmente questa pubblicazione avverrà in Italia poiché qui manca una diffusione della banda larga sufficiente affinché ciò avvenga, si tratta dello stesso motivo per cui non è disponibile PlayStation Now.

2001: Quando Resident Evil era esclusiva Nintendo

Nel settembre del 2001 la Capcom organizzò una conferenza stampa in cui dichiarò che da quel momento in poi la saga di Resident Evil sarebbe stata un’esclusiva per il mondo Nintendo, una nuova casa alle avventure di personaggi già apprezzati.
A questo punto il 2002 sarebbe iniziato con un remake del primo capitolo (che sarebbe anche stato il primo remake nella storia dei videogiochi), successivamente le conversioni del secondo e del terzo capitolo con l’aggiunta di due capitoli inediti entro il 2005, tra cui Resident Evil 4 i cui lavori erano già iniziati nel 1999 senza però trovare la luce per via di svariati problemi e ripartenze.
Quanto detto avvenne davvero, compresa la pubblicazione del capitolo inedito ‘’Resident Evil 0’’ dando così, a chi non aveva vissuto l’avventura tramite PlayStation, la possibilità id conoscere tutto il gioco.

Gli altri giochi e la rottura tra Capcom e Nintendo

Nonostante entro il 2005 quanto promesso avvenne, nello scorrere di questo tempo il rapporto tra le due aziende era cambiato. Nello stesso anno in cui era prevista la pubblicazione del remake, l’accordo prevedeva che venissero consegnati altri cinque giochi inediti, delle vere e proprie esclusive.
Tra questi il già citato Resident Evil 4, P.N. 03, Viewtiful Joe, Dead Phoenix e infine killer7, tutti giochi con grandi intenzioni ma non tutti andati in porto. Quello che mise in crisi l’accordo non fu però questo, ma il fatto che a qualche mese dall’uscita di Resident Evil 4 per Nintendo, l’uscita venne annunciata anche per PlayStation 2. Ciò determinò la fine del contratto entro l’anno successivo con delle perdite per la Nintendo, poiché pur avendo per qualche mese l’esclusiva, nessuno acquistò il GameCube, attendendo l’uscita per la PlayStation.

Viti: un mondo ampio e complesso

Presumibilmente (se non si tratta poi di noi in prima persona) tutti noi annoveriamo, fra le nostre conoscenze o amicizie, un esperto o per lo meno appassionato di bricolage: dove per noi il minimo lavoretto in casa è una seccatura, per lui è un piacere, e si equipaggia costantemente con macchinari e attrezzi d’aspetto e compito un po’ avvolti nel mistero. Ma se noi non abbiamo tale interesse, avremo in ogni modo, una volta o l’altra, dovuto piegarci alla occorrenza di aggiustare magari un mobiletto, di fissare un pezzo staccato come un’antina: e in quell’occasione avremo sicuramente adoperato uno strumento comunissimo, la vite. Se però per noi una vite altro non è che un piccolo pezzo di metallo filettato che usiamo per legare due pezzi separati stringendolo con un cacciavite, per l’esperto amico di cui parlavamo adesso non è che uno fra i tanti esemplari di viteria speciale che vengono prodotti per gli scopi e le funzioni più diverse, e che hanno caratteristiche diversissime e specifiche. Entriamo insieme in questo universo complesso.

Possiamo efficacemente iniziare la nostra analisi ragionando sul materiale di cui le viti sono composte. Tutti noi abbiamo familiarità con le comuni viti in acciaio, le più diffuse sul mercato: ma si tratta unicamente di una delle possibili varietà, la più generica sicuramente ma proprio per questo inadatta a particolari tipi di lavoro. Proviamo infatti, ad esempio, a fare l’ipotesi che il lavoro che stiamo effettuando sia destinato alla fine ad essere poi esposto a rischi di corrosione – pensiamo ad un mobiletto per il bagno, o peggio ancora da esterno, esposto sempre all’umidità; ecco che diventa palese che la vite d’acciaio non è più la scelta preferibile, e se chiederemo ad un esperto di bricolage questi ci consiglierà di passare ad un modello di un altro metallo, che sia ottone, rame, bronzo, o perfino nickel.

Un’altra utile differenziazione che ci può essere d’aiuto per orientarci nel mondo complicato delle viti è quella in base al materiale di cui sono composte le parti che esse andranno a collegare e tenere saldamente unite. Se infatti siamo soliti vedere, e lavorare con le viti da legno, non dobbiamo dimenticare che esiste una rilevante scelta di viti da metallo. Queste sono, comunemente, autofilettanti, ossia scavano direttamente nel materiale il percorso a cui aggrapparsi per trattenerlo, e non richiedono quindi forature preliminari con un succhiello. Poiché qui il materiale da forare è molto robusto, le viti da metallo sono generalmente costruite in acciaio duro; tuttavia, siccome un problema di ruggine sarebbe qui ancora più grave (perché la corrosione potrebbe iniziare dalla vite e poi diffondersi ai pezzi di metallo che essa trattiene, compromettendo l’intera struttura), esse vengono normalmente sottoposte ad un procedimento di nichelatura o zincatura, così da proteggerle da rischi di ossidazione.

Oltre a queste due, possiamo fare un’enorme quantità di altre classificazioni, tutte ragionevoli. La testa delle viti, ad esempio, può essere piatta, o invece tonda, o se ci occorre portarla a filo con un pannello senza che sporga, svasata; sulla testa l’invito per il cacciavite può essere a taglio o a croce (oggi più diffuso per ospitare gli avvitatori automatici) oppure può esserci un alloggiamento esagonale per una brugola; con viti speciali, come quelle da specchio o quelle a doppia filettatura, quel che è certo è che per ogni lavoro esiste una vite perfetta!

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