Come lavorare da casa con gli info-prodotti

Come lavorare da casa con gli info-prodotti

Il mondo di internet offre molte opportunità di lavoro e soprattutto nell’ambito dello smart working, internet è uno strumento che permette di lavorare da casa e guadagnare. Tra le possibilità offerte vi rientra il lavoro da casa con gli info-prodotti; per lavorare con internet da casa è necessario dotarsi di una connessione efficiente e veloce che permette rapidità di risposta e continuità, in questi casi la giusta configurazione del modem Fastweb può essere la chiave vincente. Nello specifico, cosa significa lavorare da casa con gli info-prodotti?

Cosa sono gli info-prodotti

Lavorare con gli info-prodotti è una forma di reddito cosiddetto “passivo” perché possono essere venduti in qualsiasi momento e ovunque senza necessità di avere un magazzino per la merce o fornendo merce “digitale” come per esempio e-book, video lezioni, software da scaricare e simili, prodotti per cui l’utente entra nel sito, vede il prodotto, lo seleziona e lo scarica con un semplice click su download. I vantaggi di lavorare da casa con gli info-prodotti riguardano soprattutto i bassi costi di produzione, nessun servizio clienti, non ci sono spese di spedizione, nessun prodotto fisico da tenere in magazzino, possibilità di vendere il prodotto potenzialmente in tutto il mondo.

Le modalità di vendita degli info-prodotti possono essere due:

  • Attraverso un proprio sito internet predisposto con sistema di pagamento, download e pagina delle statistiche;
  • Affidandosi a un network di affiliazione.

Il metodo più “semplice” è quello di vendere il proprio info-prodotto attraverso un network di affiliazione, in quanto il network facilita gli aspetti più delicati del pagamento, della consegna e della gestione dei clienti. Con il network, il sistema di pagamento più sicuro e diffuso è la carta di credito o PayPal. In cambio del loro servizio di assistenza, occorre pagare al network una commissione sulla vendita, che si esprime solitamente in una percentuale del 7% sul prezzo di vendita. Non bisogna confondere i pagamenti dei clienti dal pagamento dell’affiliato: i clienti pagano il prodotto e il pagamento confluisce nel network che provvede a distribuire i guadagni agli affiliati (trattenendo la percentuale di competenza). I pagamenti possono avvenire tramite assegno (inviato per posta) o con bonifico bancario; la cadenza può essere settimanale, bisettimanale o mensile.

I guadagni con gli info-prodotti  non sono stimabili e dipende molto dalla capacità di promuovere il prodotto.

Come vendere gli info-prodotti con successo

Per avere successo con la vendita degli info-prodotti è sufficiente seguire tre preziose regole:

  • Creare un blog o sito “professionale”: credibilità e un server performante, nonché una scelta grafica di qualità sono un buon inizio e un buon biglietto da visita per chi naviga. Importante è anche adottare alcune tecniche di ottimizzazione dei contenuti;
  • Cercare di aumentare il traffico sul sito: per attirare le visite sul proprio sito è importante la qualità del prodotto e dei contenuti offerti;
  • Promuovere prodotti utili e testati: gli utenti acquistano solo cose realmente utili, per cui è bene promuovere o offrire prodotti di qualità con contenuti ben scritti e attendibili.

Il segreto del successo, infatti, è sempre e solo la qualità che premia con guadagni stabili e duraturi.

 

Gestione e smaltimento dei rifiuti

Gestione e smaltimento dei rifiuti

Gestione e smaltimento dei rifiuti

Negli ultimi decenni si è verificato un esponenziale aumento dell’uso di beni di consumo e un conseguente aumento della produzione di rifiuti che vanno dall’essere innocui a pericolosi.
In generale, tuttavia, qualsiasi cosa che venga classificata e considerata un rifiuto andrebbe smaltita correttamente, nel nostro piccolo attraverso la raccolta indifferenziata ed in casi particolari rivolgendosi alle agenzie competenti.
Il problema dello smaltimento dei rifiuti è stato spesso oggetto di cronaca negli ultimi anni, soprattutto per la situazione del Sud Italia che vede spesso la diffusione di immagini in cui le strade appaiono sommerse dai rifiuti.
Nel 1997, con il decreto Ronchi, per la prima volta in Italia si parlò della corretta gestione dei rifiuti portando, nel 2006, alla creazione di un Decreto Legislativo chiamato ‘’testo unico ambientale’’.

Classificazione dei rifiuti

I rifiuti, per una questione di comodità, sono stati classificati in modo tale da renderne più semplice la gestione.
Una prima ‘’classe’’ è quella dei rifiuti solidi, intendendo con essi tutti i diversi tipi di sostanze e oggetti di scarto e per questo non più riutilizzabili.
A loro volta essi vengono classificati in base alla provenienza e nocività in:
-urbani domestici, ovvero quelli prodotti all’interno delle proprie case;
-urbani stradali, quelli che si trovano su strade ed aree pubbliche;
-speciali, si tratta di tutti quei rifiuti provenienti da attività industriali, agricole, artigianali e commerciali tra cui quelli provenienti da ospedali, centri estetici, veicoli e materiali di demolizione o scavi.
Nel caso specifico di questa tipologia entra infatti in gioco la necessità di rivolgersi a terzi per il loro smaltimento, in questo caso ad agenzie come Nieco, che si occupa dello smaltimento rifiuti speciali a Roma.
-pericolosi, ovvero tutti quelli che contengono sostanze dannose e costituiscono un rischio per l’ambiente e la salute umana.
Metodi di smaltimento
Esistono vari metodi per smaltire i rifiuti ed ecco i principali:
-Le discariche: l’Italia rimane uno dei pochi paesi industrializzati ad utilizzare ancora le discariche anziché altri metodi, si tratta infatti del sistema più semplice ed economico che consiste nell’ottenere una demolizione naturale anaerobia della sostanza organica.
-Incenerimento: anche questo è un metodo molto diffuso e consiste nella distruzione dei rifiuti solidi per mezzo del calore ad una temperatura superiore ai 1000° C, portando alla formazione di materiale inerte (cenere, scorie…)
Non può ovviamente mancare in questa lista la raccolta differenziata che consiste, successivamente, nel riutilizzo dei prodotti per la creazione di nuovi creando dei veri e propri cicli a vantaggio dell’ambiente.
 

Apriamo una gelateria con le dritte degli esperti

Apriamo una gelateria con le dritte degli esperti

Nel momento in cui decidiamo di dedicarci ad una nuova attività, per sentirci maggiormente padroni di noi stessi, aprire una gelateria può essere un modo straordinario per collocarsi in un mercato molto vivace e vitale, nel quale si è a continuo contatto con le persone più varie e si produce con le proprie mani qualcosa di soddisfacente. Non si pensi ciononostante che questa possa essere un’impresa scontata; all’opposto, anzi, i consigli di chi ha più perizia nel settore possono essere in qualsiasi modo preziosissimi per chi, invece, si trova alla sua prima esperienza. Solo così infatti potremo evitare errori in apparenza banali, ma in verità cruciali per il nostro successo.

Facciamo, per iniziare, un esempio fra i più semplici, ma in realtà molto rappresentativo della realtà. Il retro del bancone, e la sua progettazione, sono elementi la cui portata per l’andamento scorrevole del locale è indispensabile. Ciò nonostante, forse perché poco vistosi, molto spesso vengono sottovalutati dai principianti, che più semplicemente si dedicano solo ad ambiti evidenti come la presentazione dei prodotti. Un retro ben organizzato e rifornito è invece un aiuto straordinario nella gestione quotidiana, nel momento in cui la presenza di clienti lascia poco tempo e spazio per qualsiasi altra attività.

Inoltre, se al gelato vogliamo mettere accanto anche altri prodotti affini, questo richiederà di pianificare il tutto in anticipo. Pensiamo al caso semplicissimo di un frullato – un prodotto che è normale accompagnare al gelato, che ne è l’ingrediente principale. Non è difficile pensare che, se vogliamo servirne nel nostro locale, ci servirà un frullatore; ma dobbiamo anche tenere conto che ci servirà una serie di bicchieri e cannucce aggiuntivi, riposti dove siano comodi da raggiungere, e idealmente anche un lavandino lì vicino: tutti fattori che è più semplice gestire considerandoli fin dall’inizio piuttosto che integrandoli più tardi.

E per finire, un consiglio di comunicazione di base, che a molti potrebbe sfuggire: rendete la vostra selezione di prodotti (anche soltanto di gusti) chiara ed eclatante ai clienti, perché non siano costretti a farci domande prima di ordinare. A nessuno piace percepire che sta facendo perdere tempo al commesso, e alla fila, mentre decide cosa comprare, e quell’imbarazzo, per quanto piccolo, potrebbe fargli passare la voglia di ritornare in futuro. Saper mettere i clienti a proprio agio in tutto, anche con l’offerta spontanea di un assaggio, e naturalmente con una continua e sincera cortesia, potrebbe essere l’elemento più rilevante del successo della vostra nuova gelateria.

Come far funzionare al meglio il vostro team: 7 punti che fanno prosperare le buone squadre

Come far funzionare al meglio il vostro team: 7 punti che fanno prosperare le buone squadre

Nel mondo del lavoro di oggi, la squadra è l’elemento fondamentale che porta ad un’azienda risultati, profitti e innovazione. Ecco sette consigli per far funzionare la vostra squadra al meglio!

1. All’interno della squadra, il compito di guidare e gestire il lavoro è partecipativo e collaborativo: tutti i membri devono dare il proprio contributo. Anzi: è consigliabile che tutti i membri collaborino non solo al raggiungimento diretto dell’obiettivo, ma anche al sostegno degli altri membri per rendere la squadra ancora più forte e salda. Ma quando si tratta di avere a che fare con “il mondo esterno”, è fondamentale che esista uno specifico e unico portavoce.

2. Obiettivi e metodi della squadra devono essere perfettamente allineati con obiettivi e metodi dell’organizzazione di cui la squadra fa parte. Questo allineamento va visto esattamente come una cascata: dai criteri più ampi e generali che regolano l’azienda intera, la squadra deve trarre non solamente i propri obiettivi, ma anche i modi di metterli in pratica che meglio combinano gli intenti generali con le specifiche necessità e condizioni operative che la squadra incontra

3. Collegate all’obiettivo dei criteri di selezione e di operatività dei membri specifici. È importante stabilire come si lavorerà in base alle richieste essenziali, e facoltative, del lavoro in questione. Tutti i membri devono avere ben chiari gli obiettivi, e concordare sia sulla loro importanza che sui modi in cui verranno raggiunti: solo in questo modo si potrà essere sicuri che nel momento in cui tali obiettivi non vengono raggiunti, o si incontrano problemi, ciascun membro della squadra si sentirà a suo agio nell’evidenziarlo e nel contribuire a risolvere.

4. La responsabilità di ogni aspetto dell’obiettivo deve essere chiara a tutti i membri della squadra. Per quanto sia fondamentale che tutti mantengano un atteggiamento flessibile e collaborativo, ed essere pronti ad improvvisare, è altrettanto importante che ognuno sappia da subito di cosa dovrà rendere conto.
5. Non si deve mai trascurare l’aspetto etico delle decisioni da prendere, in tutti gli aspetti del lavoro, proprio per quanto detto prima sull’allineamento. Applicare i criteri e i valori etici alle decisioni farà in modo che ogni membro possa ragionare e prevedere gli effetti reali delle proprie scelte su se stesso e sulla squadra sul breve e sul lungo periodo.

6. Ogni membro della squadra deve percepire l’impegno a raggiungere i propri obiettivi e a comunicare con gli altri a riguardo. In un clima in cui ognuno lavora per mantenere le proprie promesse, e informa subito tutti, ricalibrando il lavoro, nel momento in cui questo diventa impossibile, la squadra diventa capace di produrre incoraggiamento e sostenere tutti i membri, oltre che di raggiungere obiettivi diretti.

7. Condividete e chiarite tutte le competenze (quindi conoscenze, capacità, e propensioni) di tutti i membri della squadra, in forma scritta. Questo lavoro permetterà di evidenziare come tutti i membri siano interdipendenti per raggiungere l’obiettivo, e che cosa la squadra può e non può fare per raggiungerlo

L’uso della fibra ottica nei laser di nuova concezione

L’uso della fibra ottica nei laser di nuova concezione

Non esiste tecnologia o aspetto della scienza che non possa essere innovato, migliorato, approfondito. Gli esempi di questo principio importantissimo sono tutti intorno a noi; uno fra questi è sicuramente rappresentato dalle tecnologie laser, che dopo decenni di esistenza e utilizzo ormai diffuso a tutti i livelli industriali, con ottimi risultati, hanno subito un significativo scossone ad opera di quella novità rappresentata dai laser a fibra. E tutto questo nonostante, come dicevamo, non ci fossero palesi difetti o mancanze nell’operatività dei laser di vecchia concezione, ma perché la nuova scoperta ha dimostrato dei vantaggi così evidenti e desiderabili da conquistare a ritmo rapidissimo intere fette del mercato.

La fibra ottica che caratterizza questi laser è tipicamente utilizzata nell’industria delle telecomunicazioni; nello specifico, ci riferiamo al “giunto in fibra”, che viene sfruttato proprio per ovviare ad un problema tradizionale dei macchinari laser: quello del disallineamento. Nei modelli di vecchia concezione, infatti, la fibra attiva, i combinatori, e i diodi di pompa sono parti separate, ed è soltanto durante l’assemblaggio che vengono allineate e fissate su un supporto. Purtroppo un laser però opera a temperature tali da rendere la deformazione termica una realtà molto concreta, e quando questa va ad alterare la perfetta linearità della base, l’allineamento viene compromesso e con esso la perfetta funzionalità del laser. Il giunto in fibra ovvia a tutto questo collegando insieme le parti citate e rendendole solidali fin dall’inizio, evitando il problema della perdita d’allineamento.

I risultati pratici sono di due tipi, ed entrambi concorrono a rendere il laser a fibra migliore, e più performante, dei suoi predecessori. Come prima cosa, infatti, la manutenzione richiesta dallo strumento, già storicamente bassa nel campo del laser, diventa pressoché inesistente; dall’altro si raggiunge un’efficienza di conversione ottica di ordine superiore, attorno al trenta per cento, anche con l’impiego di basse potenze di poche centinaia di watt.

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