Cosa s’intende per agenzia web

Cosa s’intende per agenzia web

Cosa s’intende per agenzia web

Con l’espressione “Web Agency” (o tradotta, Agenzia Web) si intende un’azienda composta al suo interno da professionisti del web, i quali lavorano per promuovere, attraverso tutti gli strumenti e i canali offerti da internet, ogni attività aziendale che decide di pagare per i suoi servizi.

In particolare, un’agenzia web solitamente, si occupa di:

  • realizzazione siti web;
  • implementazione delle attività riguardanti l' Email Marketing;
  • sviluppo del web design e delle piattaforme proprietarie, ottenute tramite l’acquisto di un dominio;
  • promozione dei siti internet e il loro posizionamento sui motori di ricerca;
  • realizzazione siti e-commerce;
  • Servizi di Inbound Marketing e Lead generation;
  • Attività di SEM e PPC su campagna Google Adwords, Linkedin Ads, Facebook Advertising ;
  • gestione dei profili dell’azienda sui principali Social Network quali Facebook, Linkedin, Youtube;
  • servizi web marketing.

Agenzia web a Roma: ElaMedia Group

Sono tantissime le agenzie web a Roma, ad esempio possiamo trovare quella di ElaMedia Group. Quest’ultima, si offre di proporre una vasta scelta di servizi, che hanno lo scopo di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza, che sia di tipo aziendale o di tipo personale.

L’agenzia web ElaMedia Group, non si occupa soltanto dello sviluppo di siti web, al fine di rispondere a ogni tipo di richiesta, sia grafica che strutturale, ma soprattutto, si prende cura dei siti della propria clientela, occupandosi quindi anche del posizionamento di quest'ultimo, sia organicamente, tramite la SEO e la Link Building, sia tramite campagne di marketing con Google AdWords.

 Per completare il quadro del web marketing, ElaMedia Group si occupa anche di pagine social, della stesura di articoli per blog ed altri servizi, che è possibile trovare direttamente sul sito.

Quest’agenzia web, si impegna a realizzare una strategia di link building, attraverso una presenza costante nei Forum e nei Blog di settore. Lo staff si occupa di realizzare e gestire la presenza dell’azienda cliente sui più importanti Social Network (Facebook, Google +, Twitter, YouTube e LinkedIn).

Attraverso la costruzione di una rete di link con importanti blog e siti di riferimento, è possibile aumentare l'autorevolezza e la presenza ai primi posti della SERP della home page di un sito, o di particolari pagine. Importanza, viene anche data all’opera di volantinaggio, vista appunto come azione concreta di diffusione della comunicazione aziendale.

Dietro le quinte di un’agenzia web

Generalmente, un’agenzia web, è costituita da un insieme di figure, ognuna delle quali, svolge una precisa mansione, ovvero:

  • Il project manager;
  • Il web-designer;
  • Il web-developer;
  • Il web architect;
  • Il grafico;
  • L'editore di contenuti;
  • Il webmaster;
  • Il localizzatore.

Strategie di marketing per i boutique hotel

Strategie di marketing per i boutique hotel

Strategie di marketing per i boutique hotel

L’offerta ricettiva in Italia è in grande sviluppo grazie alla forte vocazione turistica del Paese. Hotel, B&B, agriturismi, devono evolversi e stare al passo con i tempi; anche per la gestione di un hotel, in fondo, esistono mode e tendenze da tener d’occhio come quella sempre più dilagante degli hotel boutique. La concorrenza degli hotel boutique – innovativi, alternativi, intriganti, affascinanti – è spietata e non sono solo temibili rispetto alle proposte di accoglienza “tradizionali”, ma sono anche in concorrenza reciproca: non basta una bella idea innovativa per creare un Hotel Boutique sofisticato e di tendenza, ma occorre una vera e propria strategia di marketing per farsi notare sul mercato. Ecco come!

Quali sono le strategie di marketing per battere la concorrenza

Gli hotel boutique da diversi anni rappresentano un fenomeno che sta evolvendo il concetto di ricettività e ospitalità. La caratteristica comune di tutti i boutique hotel è quella di essere piccoli e accoglienti, essere riconoscibili grazie a un tema o un leit-motiv dominante e offrire esperienze memorabili e uniche ai clienti. Tutte queste qualità devono essere ben sviluppate all’interno di una strategia di marketing volta a valorizzare i punti di forza del boutique hotel. Ecco alcuni consigli su cui lavorare per migliorare la propria presenza e visibilità sul territorio.

  • il boutique hotel deve trasmettere emozioni. Gli ospiti di un hotel desiderano esperienze memorabili di accoglienza. È importante capire i gusti e i desideri della propria clientela e soddisfarli che si tratti del design, di un servizio particolare, del menù del ristorante, i colori o lo staff. La concorrenza con le grandi catene alberghiere può essere battuta offrendo una proposta vincente che faccia sentire il cliente più appagato emotivamente che economicamente, con trattamenti personalizzati che facciano sentire il cliente unico e al centro di ogni attenzione. È importante diversificare, quindi, anche i servizi all’interno dell’hotel tanto per il cliente che ama connettersi a internet, quanto per quello che ricerca la pace e l’isolamento assoluto.
  • Stabilire contatti. Per riuscire a soddisfare le richieste di ogni singolo cliente è fondamentale che il gestore dialoghi con gli ospiti e che crei una “connessione” in grado di creare fiducia e al tempo stesso fedeltà. La fidelizzazione del cliente si può raggiungere attraverso una tessera personalizzata con la quale concedere sconti ai clienti, oppure creare contest ad hoc sfruttando le potenzialità dei social network.
  • Creare uno spazio di condivisione e comunione. Il cuore dell’hotel, fino a qualche anno fa era la camera; oggi, un boutique hotel per essere eccentrico al punto giusto deve potersi dotare di uno spazio attivo, di un luogo comune di incontro in cui chiacchierare e socializzare o facilitare le interazioni.
  • Avere un’ottima offerta gastronomica. L’hotel con il ristorante interno è un’arma a doppio taglio: se non è gestito all’altezza può rivelarsi il tallone di Achille dell’hotel. È meglio affidare la gestione del ristorante a terzi oppure addirittura creare delle convenzioni con ristoranti di qualità e in linea per gusto e carattere con le scelte dell’hotel verso cui convogliare la propria clientela affinché resti soddisfatta sia dell’accoglienza che dei suggerimenti gastronomici.
  • Investire sulla formazione dello staff. Ciò che fa la differenza, in fin dei conti, sono le persone. Scegliere uno staff di persone preparate e qualificate permette di esaltare tutti i punti di forza del proprio boutique hotel e di lasciare l’impronta della positività che vale più di ogni altro “marchio”.

Il Boutique Hotel Summit di Londra

Tutte le suddette strategie di marketing per i boutique hotel sono state messe a punto a seguito del Boutique Hotel Summit svoltosi a Londra già il 23 maggio 2013. L’incontro fece emergere le problematiche di gestione dei boutique hotel rivelando come tutti avessero le idee molto chiare sulla definizione di boutique hotel, ma ben pochi erano in grado di definirne uno come “memorabile” o distinguibile nella marea di proposte. Da allora, le cose stanno cambiando e i boutique hotel stanno raggiungendo gradi di popolarità crescenti ognuno per le proprie peculiarità, per questo vi consigliamo un soggiorno a Roma presso il boutique Hotel Teatro Pace, per un’esperienza unica a due passi da Piazza Navona, il cuore pulsante della capitale.

Occhio ai cattivi uffici stampa!

Occhio ai cattivi uffici stampa!

Quando si tratta dell’interazione fra giornalista e ufficio stampa, Milano, Roma, Napoli e tutte le altre grandi città d’Italia non sono poi molto diverse: da un lato il giornalista cerca notizie di reale interesse da poter pubblicare in un proprio articolo, dall’altro il lavoro dell’addetto ufficio stampa – che fa spesso parte dei reparti di una grande azienda, o per essa lavora come consulente esterno – è quello di saper trovare nella massa di dati relativi alle azioni dell’Azienda lo spunto, la chiave, perché da semplici fatti diventino notizie, e quindi di interesse per il giornalista. Esattamente per questo è importantissimo, nel momento in cui ci si rivolge ad un ufficio esterno o si sceglie il responsabile per il proprio, prestare considerevole attenzione alla persona a cui si affida questo compito, o si rischia di finire fra le mani di personaggi improvvisati, incapaci di portare avanti il lavoro loro affidato e pronti a fraintenderlo, con gaffe che, a posteriori, possono perfino sembrare buffe. Leggete, qualcuno di questi casi veri di gaffe da ufficio stampa trovati girando per internet, e pensate che potrebbero capitare a voi…

1)Addetto stampa: “Buongiorno, vorremmo proporle un articolo su quest’azienda”

Giornalista: “Ma qual è la notizia?”

A.S. “Nessuna: vorremmo un’intervista per parlare delle caratteristiche dell’azienda.”

Proviamo a tradurre? In un italiano più onesto, il messaggio è qualcosa di simile a “In effetti, di importante da dire non abbiamo proprio nulla. Però in qualche modo dobbiamo far parlare di noi, e preferiremmo farlo gratis invece di comprare normalmente un’inserzione pubblicitaria.” Peccato che per prima cosa i giornalisti non si occupino di fare pubblicità, e per seconda, meno che mai la facciano gratis: soprattutto visto che i loro giornali, la pubblicità,la vendono a caro prezzo… pretese assurde!

2) Addetto stampa: “Potremmo dare un’occhiata al titolo?”

Rispetto al caso precedente, che era divertente e perfino ingenuo nella sua totale assurdità, qui siamo davanti ad un comportamento più subdolo e, francamente, più offensivo. La persona in questione sta cercando di mettersi come filtro, come giudice, del lavoro del giornalista – che valuterà chiaramente secondo i canoni di utilità alla sua azienda. Ma i canoni del giornalista, lo abbiamo detto, non sono questi, e non è il suo mestiere scrivere un titolo che piaccia a noi. Non stiamo parlando – ed è essenziale capirlo – di una pubblicità, della quale potremmo sicuramente criticare la headline.

3) da una mail di un addetto stampa: “ Ci terremmo che identificasse l’intervistato esattamente come abbiamo scritto nella mail”.

Nella mail in discussione c’erano, suppergiù, una trentina di righe contenenti tutti i titoli, le qualifiche, e le posizioni passate e presenti ricoperte dall’intervistato. Oltre ad una certa dose di arroganza nel cercare di strappare al giornalista (che, ricordiamolo l’ultima volta, non scrive per NOI, ma per i suoi lettori) l’inserimento di dati per niente pertinenti con il tema dell’intervista, qui si rivela una profonda ignoranza delle regole più basilari della scrittura, non solo giornalistica. Come si può sperare che in un articolo, o in un’intervista, un giornale pubblichi trenta righe di titoli e qualifiche dell’intervistato? Nessun lettore le degnerebbe di uno sguardo. Un addetto stampa può anche non essere un giornalista, ma è bene che conosca almeno i rudimenti delle regole che governano questo mestiere.

Definire il proprio mercato: una mossa da esperti

Definire il proprio mercato: una mossa da esperti

“La nostra clientela ideale? Tutti!”

Vi sembra un motto intelligente, una buona strategia aziendale? Ecco: in realtà, potrebbe essere l’epitaffio di molte piccole aziende. Vendere a tutti significa necessariamente non offrire nulla di particolare, di speciale, di veramente unico e utile (non tutti lo comprerebbero) oppure cercare di mantenere una gamma di prodotti e servizi immensa e quindi costosissima, che nessuna piccola azienda può permettersi se vuole avere un livello di prezzi sostenibile.

“Ma quindi” commenteranno molti, un po’ scandalizzati “in un mercato già in crisi come questo, dovremmo attivamente ridurre il nostro parco clienti potenziali più di quanto già non sia? Ma è un suicidio!”
No, al contrario. È logica. Siccome non disponete di un budget infinito (o la crisi non sarebbe un problema), e quindi non potete fare contenti davvero tutti, cercare di rimanere aperti alla clientela generica vi espone agli attacchi costanti di concorrenti più specializzati, capaci, e che offrono servizi e prodotti calibrati per le specifiche esigenze di una fetta della vostra clientela – erodendola in maniera insanabile. Chi vi rimane? Vi rimane chi non ha un grosso interesse nel prodotto (e quindi vi fa perdere un sacco di tempo per poi fare acquisti minimi, se ne fa) o peggio ancora chi è alla caccia solamente del prezzo migliore (e quindi vi mollerà appena un vostro concorrente gli farà un’offerta anche solo marginalmente inferiore). Non vi pare una scelta molto più sicura quella di selezionare la vostra clientela in modo da sapere che in quel campo dominate?

Siccome non potete diventare il pesce più grosso nell’oceano, dovete ridurre quell’oceano a uno specchio d’acqua più piccolo, ma dove siate davvero i più grossi e forti. Ci sarà meno pesce in circolazione: ma sarete perfettamente adattati per poterlo catturare tutto voi. Se diventate gli esperti, ad esempio, della riverniciatura case in qualsiasi stagione e in due giorni di tempo, certamente non avrete fra i clienti chi vuole dipingere solamente una stanza e pagare il meno possibile, ma tutti i clienti che hanno fretta e possono spendere un po’ di più saranno vostri. E per un servizio così specializzato potrete anche chiedere cifre nettamente superiori, e lavorerete con una clientela molto meno abituata a creare complicazioni – o perlomeno, con clienti che pagano abbastanza da giustificarle.

Generare i contatti: un metodo per ogni dito

Generare i contatti: un metodo per ogni dito

Avete il problema di ogni azienda: trovare un modo per attirare clienti e generare nuovi contatti. Non siamo più in un mercato in cui per questa attività fondamentale ci si possa affidare alla fortuna, e meno che mai sperare che i clienti arrivino da soli, come per magia: è fondamentale studiare un piano solido e strutturato intorno al quale costruire lo sviluppo della vostra azienda. E fra i tantissimi metodi che esistono – e che aumentano ogni giorno – ne abbiamo scelti per voi cinque, facili da ricordare associandoli alle dita della mano, e strutturati proprio per diventare più forti quando usati in concerto – come le dita della mano si possono trasformare in un solido pugno lavorando insieme. Scopriamoli!

1. La chiamata a freddo

Non la ama nessuno, e sicuramente pensare di fare telefonate a freddo ad un intero elenco di aziende, come si faceva vent’anni fa, non è più una strategia accettabile – o redditizia. Ma di per sé non bisogna sottovalutare in toto il metodo soltanto perché richiede un po’ più di pianificazione rispetto ad un tempo. Anzichè sprecare tempo a chiamare tutte le voci di un elenco, mettetevi a tavolino e ragionate su quella lista, selezionando in base a quali aziende vi sembrano più adatte, per caratteristiche e profilo, a diventare vostre clienti. Sarà tempo ben speso, perché poi il tasso di conversione delle telefonate aumenterà, e con una frustrazione molto minore per chi telefona.

2. La pubblicità tradizionale

Sulle riviste, in televisione, in radio, sui cartelloni autostradali, pay-per click, banner sui siti: la pubblicità non smette di esistere e non smette di funzionare, anche se i modi più efficaci di usarla cambiano continuamente. Il mercato “di massa” non esiste più – almeno non nell’accezione in cui esisteva, per dire, negli anni ’50 o ’60 – ed è necessario studiare più approfonditamente dove posizionare la propria pubblicità, e come costruirla, nel mondo fisico e in quello digitale. Ma fatto questo lavoro, i risultati arrivano eccome!

3. Partnership

Come il cacio sui maccheroni: ci sono volte in cui due realtà commerciali si adattano perfettamente, fornendo servizi o prodotti correlati o complementari, ciascuno con la propria competenza, associandoli in un’offerta irrinunciabile. Scoprite un partner che vi permetta di fare esattamente questo, senza temere le difficoltà e il tempo che necessariamente saranno coinvolti nella pianificazione: starete costruendo un canale che, da solo, e senza bisogno di particolari impegni, farà sì che il vostro prodotto sia più appetibile, e che molte vendite del vostro partner diventino, automaticamente, vendite anche per voi!

4. Passaparola

Vale solo per le piccolissime aziende, è poco professionale, non funziona?
No, ripensateci. Il canale del passaparola è in realtà uno dei più potenti e affidabili che esistano nel mondo del marketing. Pensateci: qualsiasi messaggio diffondiate voi, si potrà sempre pensare che è di parte, pagato, insincero. Ma se un cliente, dopo aver comprato, è tanto soddisfatto e orgoglioso della scelta da parlare di voi spontaneamente e con piacere, anche il più sospettoso dei clienti potenziali dovrà accettare che qualcosa di buono lo offrite di certo.
Date modo ai clienti di farvi del passaparola. Rendeteglielo semplice: chiedete loro dei contatti, quando sono soddisfatti, e date loro un modo semplice – un link nelle e-mail, un bottone sul sito, dei post da condividere sui social network – per parlare di voi.

5. Content marketing

Il marketing è prendere? Prendere clienti, contatti, attenzione? Non sempre. Nel content marketing si parte dal donare: donare contenuti utili e interessanti, che siano analisi di mercato, newsletter informative, studi su settori specifici, video… qualcosa che dia al cliente un’utilità che va al di là del proporre il vostro prodotto. È un canale che è esploso con lo sviluppo del web 2.0, e si sta dimostrando potentissimo. E voi avete sicuramente qualcosa di utile da dire: fatelo subito!

Il marketing su carta non è assolutamente morto

Il marketing su carta non è assolutamente morto

Il marketing è una cosa costosa, che soltanto le grandi aziende possono permettersi.
La gente non legge più nulla, contano solo le immagini per fare marketing.
Ormai il marketing è solo digitale, non esistono altri canali.

Avete appena letto tre enormi bugie.

La verità è che il marketing è una cosa complessa – non costosa. E chiariamoci: complessa, non complicata.
La verità è che le persone leggono eccome, e pure volentieri. Purchè, ovviamente, glielo si renda comodo e rapido.
E la verità è che, sebbene sicuramente la presenza del digitale sia altissima e in aumento costante, le persone ricevono decine di stimoli da altri canali. E proprio perchè tanti li abbandonano, questi canali, chi ci rimane dispone – a prezzi più bassi di un tempo – di un canale meno saturo e quindi che può dare risultati inaspettati, come il cartaceo. Certo, le mutate abitudini degli utenti obbligano però ad adattarsi a un clima di comunicazione più rapido ed efficiente, sia nella scelta dei contenuti e dei formati, sia in quella di chi servirsi per produrre i materiali necessari nei tempi e nei modi più adatti a colpire il mercato. E per questo, oggi, la scelta migliore è sicuramente quella di una tipografia online.

Non soltanto, infatti, lavorare con questo genere di fornitore rende possibile evitare code interminabili e perdite di tempo per la consegna materiali, che viene effettuata tramite canale digitale; l’ottimizzazione del lavoro di una tipografia on-line, che può raccogliere commesse da un grande numero di clienti, combinata con l’utilizzo di stampanti digitali che possono realizzare a prezzi convenienti anche tirature ridotte, fa sì che sia il tempo stesso della lavorazione a contrarsi, permettendo di ricevere il materiale perfino nel giro di due o tre giorni dall’ordine, che si tratti di semplici volantini o di brochure di svariate pagine. E anche i costi, dato che viene eliminata una serie di spese accessorie, vanno a ridursi sensibilmente, senza per questo impattare sulla qualità del lavoro finito.

Per finire, inoltre, le tipografie di questo tipo offrono molto spesso servizi accessori di elaborazione di immagini, o perfino di effettiva progettazione del prodotto finito, con strumenti semplificati e accessibili a tutti, il che può permettere un’ulteriore riduzione dei costi per prodotti nei quali la rapidità di utilizzo renda poco sensati investimenti eccessivi nella progettazione.
Insomma: il marketing non costa troppo per la vostra piccola azienda, se scrivete nel modo giusto la gente vi leggerà, e la carta è tutt’altro che morta. Provate!

Liste di indirizzi: residenziali o commerciali?

Liste di indirizzi: residenziali o commerciali?

Le liste di indirizzi (come quelle di alta qualità trattate da Doss) sono ormai uno strumento essenziale per qualsiasi attività promozionale che includa un mailing, cartaceo o digitale, nel tentativo di ampliare la clientela trovando nuovi contatti interessati ai propri prodotti e servizi: nel mercato complesso e saturo di oggi, dalla bontà di tale lista e dall’attenzione con cui è stata stilata dipenderà in gran parte la resa dell’investimento fatto per stilarla o per acquistarla, e quindi l’effettivo aumento delle vendite del prodotto o delle sottoscrizioni al servizio che l’azienda stessa offre.

Prescindendo dalle molte precisazioni che si potrebbero fare sull’argomento, e dai consigli su come massimizzarne il rendimento, può essere utile considerare, ad un livello estremamente basilare, la divisione più semplice che è possibile operare in questo campo, ossia quella fra una lista di indirizzi di tipo residenziale e una di tipo commerciale: come tutte le distinzioni di base, ci aiuterà a iniziare il nostro percorso nel modo migliore.

Le liste commerciali
Una lista di indirizzi commerciale è classificata in modo da identificare il comportamento, le preferenze, e le esigenze delle persone che vi compaiono. Sarà dunque organizzata in base a informazioni come il credito, i dati demografici come l’età e la composizione della famiglia, le preferenze in fatto di prodotti, i comportamenti sociali, e tutti quei tipi di informazione sfruttando i quali è possibile stilare un profilo che dica se, ragionevolmente, è possibile aspettarsi che il soggetto dimostri interesse – o abbia anche solo necessità – di quanto si sta per proporre o offrire. Sono, ovviamente, strumenti molto utili e potenti; tuttavia sono anche costosi, e non coprono che una fetta della popolazione totale.

Le liste residenziali.
Il criterio di una lista residenziale è estremamente più semplice: i componenti sono organizzati, banalmente, per indirizzo, permettendo quindi al fruitore della lista di ragionare per aree geografiche, con un livello di dettaglio che può essere sia ampio come una nazione, sia dettagliato come una precisa serie di vie in una piccola cittadina. Da un lato, è vero che i profili contenuti in questa lista non sono dettagliati, e quindi non è possibile operare una distinzione specifica e prevedere il potenziale interesse verso la propria offerta; è altrettanto vero, tuttavia, che esistono casi in cui è più interessante, semplicemente, colpire una determinata area territoriale. Inoltre, richiedendo minor lavoro per essere stilate e aggiornate, queste liste sono anche decisamente più economiche.

Conferenze stampa: tre piccoli segreti utili

Conferenze stampa: tre piccoli segreti utili

Sono tanti i lavori che, nel loro insieme, vanno a formare quell’attività complessa e avvincente che è la gestione della comunicazione di un’azienda piccola o grande. Ma pochi sono emozionanti come l’organizzazione conferenze stampa: occasioni uniche per annunci importanti come fusioni, nuovi prodotti, o l’introduzione di una tecnologia innovativa, che si desidera ovviamente far arrivare al pubblico nella forma migliore e tramite canali qualificati, che sia a livello nazionale oppure locale. Non è possibile, naturalmente, ridurre un lavoro così rilevante a semplici regolette elementari; si possono però identificare pochi consigli validi, e semplici, per iniziare la progettazione con il piede giusto:

1) Scegliere con cura chi parlerà, e prepararli con attenzione

Questo primo suggerimento potrebbe, a qualcuno, sembrare poco riguardoso di quanto siano in effetti importanti le notizie e le comunicazioni, di ogni tipo, che saranno contenuto della conferenza stampa in oggetto, ma in realtà non fa che esprimere una regola ben nota e testata della comunicazione di qualunque idea: il canale vale quanto il messaggio, e la selezione delle persone che esporranno i vostri annunci – così come il modo in cui lo faranno – peserà quasi certamente, sull’effetto finale e sulla ricezione delle notizie importanti che dovete annunciare, molto più del contenuto delle notizie stesse. Come scegliere? La logica raccomanderebbe di dare il compito ad un esperto di comunicazione o di marketing, ma d’altro canto, sia per un fatto di corretttezza che anche di efficacia comunicativa e d’immagine, è importante dare voce a chi è stato più coinvolto negli eventi che si andranno a spiegare. La scelta migliore è quindi quella di accoppiare le cose, affidando la gestione e il coordinamento della comunicazione ad un esperto del settore, e riservando ruoli e parti precise a chi ha portato, nei fatti, a far accadere quanto stiamo raccontando ai giornalisti.

2) Identificare una location appropriata

Non sempre la sede della propria azienda, per tante ragioni, è la scelta ideale per accogliere la vostra importante conferenza stampa. Una motivazione può essere quella di mancare dei locali adatti ad accogliere il numero di reporter e giornalisti che vi aspettate intervengano all’evento; in tal caso, è consigliabile cercare fra gli hotel e i centri direzionali della zona una sala da prendere in affitto che abbia le dimensioni necessarie. Inoltre, un fattore importantissimo per assicurarvi che quanto detto alla vostra conferenza stampa arrivi sulle pagine dei giornali è quello di dare ai giornalisti un modo agevole e veloce di riportare alla redazione quanto avranno sentito: assicuratevi che la copertura Wi-FI, e se ci sarà la Radio quella ISDN, siano eccellenti. In breve, fate sì che tutto sia il più possibile semplice e comodo per i giornalisti.

3) Realizzare una Cartella Stampa a regola d’arte

Per qualche ragione, capita spesso che la cartella stampa venga preparata all’ultimo momento, in fretta e furia, e senza la necessaria cura dei dettagli. È una pessima idea. Al di là del comunicato stampa che contiene, che deve evidentemente essere chiaro e ben scritto anche solo per essere preso in considerazione dai giornalisti, la cartella stampa è un materiale promozionale, che deve saper muovere l’interesse del giornalista perché questi decida di scrivere un articolo e pubblicare la notizia sul suo giornale – il nostro scopo. Inoltre, la buona fama costruita oggi, con un giornalista, può significare un’intervista – e pubblicità gratis – domani.

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