Cosa fare in caso di morte in famiglia?

Quando si verifica la morte

Se la morte è imprevista, chiamare il 112. I carabinieri prenderanno misure appropriate a seconda della situazione. Nel caso di morte sospetta, il medico legale probabilmente ordinerà l'autopsia. Un membro della famiglia deve chiamare un agenzia di onoranze funebri il più presto possibile.

Il personale dell’agenzia funebre conosce lo stress che stai passando e farà in modo di rendere il processo più semplice e il più agevole possibile. Vi farà solo alcune domande specifiche, come ad esempio il nome e la posizione del familiare scomparso, il nome del medico curante e il nome del parente più prossimo. Chiederà il tipo di servizio con il quale si desidera onorare la persona amata e celebrare la sua morte. Tuttavia, se non si conoscono il tipo di servizi offerti, non c'è bisogno di prendere questa decisione subito. Sarà fissato un appuntamento più tardi per parlare comodamente insieme a un membro del personale e decidere le disposizioni finali.

Un consiglio: pensate alla persona amata e al modo in cui vorrebbe che si ricordasse la sua persona.

Trasporto

Il trasporto del defunto al funerale dovrebbe essere organizzato solo dopo che medico abbia firmato un certificato di morte. Se il medico legale stabilisce che venga eseguita l'autopsia, il trasporto sarà organizzato al termine della stessa, una volta che il medico legale rilascerà legalmente il corpo.

Dalla casa di cura

Quando si verifica una morte in un ospedale o casa di cura, è sufficiente chiamare l’agenzia funebre. Il personale medico presso l'impianto sanitario farà in modo che tutti i requisiti di legge siano soddisfatti. Solo in alcune strutture sanitarie viene contattata automaticamente la camera ardente, a nome della famiglia, ma nella maggior parte dei casi non avviene questo.

Da casa

Se il defunto aveva una malattia terminale ed è morto a casa, l'infermiere o il medico rilascerà un certificato per trasportare il defunto al funerale. In questo caso è utile pensare in anticipo a come agire prima della morte del familiare. In questo modo si riduce il numero di decisioni che si dovranno prendere al momento della morte e aiutare a prevenire eventi spiacevoli e troppo opprimenti da affrontare in un momento così triste. Potete chiamare l’agenzia funebre anticipatamente oppure è possibile avviare il processo compilando i moduli online di preventivo o richieste informazioni.

Monumenti

Generalmente esistono 3 tipi di memorie scritte:

  1. Il primo è l'avviso di morte, ovvero un breve annuncio con i dettagli di base circa il defunto: chi, quando e dove. Si tratta di informazioni per gli altri, su dove e quando si terranno i funerali o il servizio funebre. Si tratta di un bando generale di morte che può essere collocato in un giornale locale o negli appositi spazi cittadini per le affissioni.
  2. Il secondo è il necrologio. Il necrologio contiene le informazioni sulla morte, ma fa un passo ulteriore riassumendo la vita della persona. Quando si scrive un necrologio, è importante pensare a ciò che ha reso la persona amata, speciale. Pensate alle organizzazione di cui faceva parte, gli hobby, l’occupazione lavorativa e i premi conseguiti. Siate sicuri di avere informazioni precise sui primi anni di vita, la famiglia e il nome e città di origine dei membri della famiglia.
  3. Infine, vi è il tributo, che si potrebbe trovare online in una sezione ricordo o tributo. Questo è il luogo in cui raccontare un aneddoto divertente o un caro ricordo per il defunto. E' qualcosa che verrà letto da altre persone, in modo da scrivere qualcosa di appropriato e qualcosa che sarà apprezzato da tutta la famiglia.

Notifiche

Il datore di lavoro, la banca, la compagnia di assicurazioni del deceduto e l'avvocato devono essere avvertiti. Documenti importanti devono essere raccolti, come pure le risorse digitali, come account di social media (devono essere disattivati).

Dopo il funerale

Inviare note di ringraziamento a coloro che hanno offerto le condoglianze o aiutato nel momento del bisogno. Soprattutto, ricordate che il funerale è davvero la fine. Continuare a celebrare il vostro amato e a ricordare ciò che ha reso lui o lei speciale per molti, molti anni a venire.

Estumulazione: quando e perché viene effettuata

L’estumazione altro non è che la pratica inversa alla tumulazione, ovvero si intende l’operazione con la quale si estrae un feretro, ma è possibile con altre regole pure di contenitore di resti mortali, di una cassetta di resti ossei o di urna cineraria. Questa consiste nell’estrazione della salma dal loculo nel quale era inserita durante il processo di tumulazione. In sostanza per estumulazione si intende l’apertura di loculi, cappelle, tumuli ecc con lo scopo di estrarre la salma per differenti cause.

Le tipologie di estumulazione

L’estumulazione non può avvenire per una motivazione fittizia, anzi, per eseguire questo atto si necessita di una particolare e specifica autorizzazione.

Questa pratica si suddivide principalmente in due tipi:

  • L’estumulazione straordinaria;
  • L’estumulazione ordinaria.

L’estumulazione straordinaria, ossia quella che viene eseguita su richiesta del familiare estinto a proprie spese; in questo caso si deve presentare la domanda all’Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza, il quale si occupa delle pratiche relative alle estumulazioni. Ovviamente sia l’ora che il giorno di tale pratica viene concordata insieme all’Ufficio di Stato Civile. Se si desidera trasportare la salma in un altro cimitero sarò necessario presentare l’istanza di trasporto in modo tale da ottenere l’autorizzazione al trasporto sempre dall’Ufficio di Stato Civile.

L’estumulazione ordinaria invece, viene ordinata direttamente dall’Ufficio di Stato Civile nel momento in cui termina il periodo della concessione del loculo. Di solito, se il cadavere non ha raggiunto la completa mineralizzazione verrà inuminato in un campo comune per un determinato periodo di tempo.

 

A Roma il processo di estumulazione spetta all’Ufficio di Stato Civile, al contrario della tumulazione, in cui qualsiasi agenzia funebre di Roma si occupa praticamente di tutto. L’ufficio è seguito e controllato sotto l’attento Servizio Sanitario della Asl che, in caso di cattiva tenuta del feretro, si appresterà a richiedere un completo rivestimento. Ovviamente la verifica del feretro avviene immediatamente dopo l’estumulazione.

Le tasse dell’estumulazione a Roma

Qualche anno dopo la morte di un caro, potrebbe presentarsi la necessità di estrarre il feretro dal loculo preso in concessione, magari per trasportare la salma in un altro cimitero oppure fuori la città. Ovviamente per quanto riguarda le tasse e i prezzi dell’estumulazione, quella straordinaria presenta un prezzo maggiore in quanto, spesso, è seguita dal trasporto della salma fuori la città e prevede come minimo le seguenti spese:

  • Tassa estumulazione
  • Marca da bollo
  • Pratiche Cimiteriali
  • Lavaggio lapide
  • Rivestimento di zinco
  • Decreto salma
  • Riposizionamento della salma

I migliori locali rock di Roma

Stavi cercando i migliori locali a tema rock’n roll della Capitale? Perfetto: sei capitato
nel posto giusto. Che tu lo stessi cercando via Google o tu abbia trovato l’articolo via social,
poco cambia: qui troverai la lista dei nostri locali preferiti.

Il rock a Roma non si ferma mai

Se Milano è da sempre considerata la capitale del metal e del rock italiano, visto che quasi
tutti gli artisti in tour in Italia finiscono per fare una data da quelle parti, prima o poi,
lo stesso si potrebbe dire (forse) della Capitale. Molti locali storici hanno finito per chiudere,
negli anni: questo sia per una mancanza di pubblico che per le difficoltà a cui va incontro chiunque,
oggi, provi ad organizzare qualche concerto in Italia. Pertanto siamo lontani dai fasti del passato,
durante i quali era possibile vedere grosse date del rock anche dalle nostre parti: ma i tempi
cambiano, e le connessioni ad internet sono sempre più veloci. A quel punto qualsiasi artista
valido semi-sconosciuto può diventare una rockstar, e riscoprire così facendo il gusto di farsi conoscere a parti
di pubblico a cui non sarebbe mai arrivato, diversamente. Grazie a Spotify e ad internet in generale è molto
semplice farlo, giusto? E c’è anche da aggiungere una cosa importante: il rock non ha mai conosciuto
la popolarità che gli sarebbe dovuta in questi anni di crisi, e sarebbe ora di darsi una svegliata e
tornare a gustarsi le care vecchie serate del genere, magari in compagnia degli amici di sempre.

La selezione di locali che abbiamo fatto, ovviamente, nulla toglie ai grandi esclusi che non
abbiamo potuto inserire per motivi di spazio: si tratta semplicemente dei luoghi che a mio
avviso sono (a nostro avviso) i più interessanti della Capitale, e questo perché ci è capitato di andarci, di
recente, e ne abbiamo potuto apprezzare le qualità. Se non trovate il vostro locale preferito
all’interno di questa lista, pertanto, non disperate: potremmo pensare di aggiornare la lista,
un giorno, ma voi nel frattempo a quel locale che tanto vi piace… andateci. È forse davvero la
cosa più importante, quest’ultima: il rock dal vivo ha un disperato bisogno di pubblico, non
tanto di parole sul web, per cui dateci dentro e… let’s rock!

Vediamo quindi i 5 locali secondo me più interessanti che potete trovare a Roma a tema rock.

Traffic (Prenestino)

Il punto di riferimento della Capitale per il rock underground, per le serate metal e per quelle
dark e gothic. La nuova location è piuttosto piccola e l’acustica è discreta, ma l’atmosfera è davvero impagabile.
In fondo è quella che conta davvero per fare una bella serata di quelle alternative: buone band proposte e
ottimi cocktail disponibili.

ZooBar (Nomentana)

Lo Zoobar (ex Maggiolina) conserva negli anni il piglio di sempre: programmazione molto fitta per un locale
non grandissimo ma decisamente popolato di appassionati “a tema” punk, rock e metal. Storicamente locale dedicato al rock in tutte
le sue declinazioni, negli ultimi anni ci fanno serate di qualsiasi genere, dall’hip-hop al dark passando per le
serate con soli DJ set. In almeno un’occasione è capitato di scorgere rapper che facevano freestyle direttamente
nel parcheggio adiacente al posto: niente male davvero.

Jailbreak (Tiburtina)

A due passi dalla stazione metro di Ponte Mammolo, da qualche tempo sembra dare la precedenza
alle cover band, una cosa che non piace a tutti gli appassionati del genere, effettivamente, ma
che sembra essere l’ideale per trascorrere una serata senza pensieri. È anche disponibile una
buona cucina, per chi non avesse fatto in tempo a cenare. Le serate spaziano soprattutto sui generi
rock e metal.

‘Na cosetta (Prenestina)

Un luogo decisamente da scoprire, ricco di serate live di ogni genere ed orientato sia sulle
serate acustiche che su quelle più movimentate. Ispirata alle atmosfere di NYC, ‘Na cosetta
unisce dal 2014 in modo raffinato (ma tanto rock ugualmente) la cultura del cibo con quella della musica dal vivo.

Orion (Ciampino)

Un altro locale immancabile nella lista dei locali rock più in voga di Roma:
tutti gli artisti internazionali più famosi, dal jazz al punk, passano spesso da qui.
Unica pecca che si trova leggermente fuori mano per chi fosse sprovvisto di auto, ma per tutti
gli altri è un must assoluto: 1200 mq di spazio a disposizione del pubblico, un privè ed una
sala per l’after show.

Quanto costa mantenere un neonato il primo anno di vita

L’arrivo di un figlio all’interno di una famiglia è senza dubbio motivo di gioia, ma può rivelarsi, d’altro canto, estremamente impegnativo, non solo fisicamente ma anche da un punto di vista economico. I dati risultanti dal monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, mostrano come i costi complessivi di mantenimento di un neonato, da sostenere durante il suo primo anno di vita, vadano da un minimo di 7mila fino ad arrivare ad un massimo di oltre 15mila euro, cifre a cui, per completezza, andrebbero sommate anche tutte le spese sostenute in gravidanza, che tra i test e le visite ed ecografie varie ammontano ad ulteriori 2mila euro. Rispetto allo scorso anno, quindi, c’è stato un aumento medio dei costi di oltre l’1% e l’ONF ha evidenziato come la crescente incidenza economica che l’arrivo di un bambino ha sul bilancio famigliare sia tra le principali cause che hanno drasticamente abbattuto la natalità nel nostro Paese negli ultimi anni.

Risparmiare è possibile: ecco alcuni consigli

Se da un lato è vero che crescere un bambino è diventato estremamente oneroso, dall’altro è ugualmente vero che seguendo alcuni accorgimenti si può arrivare a risparmiare in modo considerevole. Un importante aiuto in tal senso arriva dal mondo delle vendite online: si stima, infatti, che comprare passeggini, carrozzine et similia su internet possa portare a spendere fino ad un terzo in meno rispetto all’acquisto degli stessi articoli presso un rivenditore fisico. Negli ultimi anni, poi, sempre più genitori si stanno rivolgendo al mercato dell’usato, soprattutto per acquistare tutti quegli oggetti del corredo, quali fasciatoi, box, lettini, etc., che hanno un costo elevato e che generalmente vengono utilizzati solo per brevi periodi. Se un tempo questi prodotti si chiedevano in prestito a parenti o amici, oggi possono essere acquistati su internet e sui vari social network, grazie ai diversi gruppi nati per questo scopo.

Un doveroso approfondimento sui pannolini

Tra i prodotti consumabili, invece, una considerazione più approfondita meritano i pannolini, che costituiscono a tutti gli effetti una delle più importanti voci di costo durante il primo anno di vita di un neonato. Nello specifico, considerando che in media un bambino necessita di nove cambi (e quindi di nove pannolini) al giorno, non è difficile calcolare che in un anno se ne acquistano oltre tremila. Quelli di buona qualità hanno generalmente un costo che varia da 16 a 30 centesimi a pezzo, e questo implica, di conseguenza, una spesa che supera di gran lunga 500€, cifra a cui devono essere aggiunti senz’altro i costi relativi ai prodotti accessori, quali salviettine umidificate e creme, e allo smaltimento dei pannolini usati, che sempre più famiglie gestiscono, per igiene e praticità, acquistando il cosiddetto mangia-pannolini. Questo sistema funziona come un bidoncino dove sono inseriti particolari sacchetti che sigillano completamente, uno per uno, i pannolini sporchi, evitando il diffondersi di cattivo odore e di germi. Oltre al costo di acquisto del mangia-pannolini, avere un figlio richiede anche una spesa piuttosto elevata in termini di ricariche: è per questo che una soluzione intelligente per tagliare i costi potrebbe essere quella di optare per le ricariche compatibili, come quelle acquistabili su www.lilnap.com, assicurandosi un risparmio che può arrivare fino al 60% rispetto all’acquisto di quelle originali.

Forme di sostegno alle famiglie

È importante sottolineare, in conclusione, che per le famiglie sono state istituite alcune forme di sostegno economico che costituiscono realmente un aiuto concreto nell’affrontare la nascita e il mantenimento di un figlio. L’ultima legge di bilancio, in particolare, prevede il bonus mamma, il bonus bebè ed il bonus asilo nido. Altri dettagli sui contributi e le relative modalità di richiesta possono essere consultati sul sito www.guidafisco.it.

Nuove idee per l’organizzazione di una festa

Oggigiorno, grazie all'utilizzo di internet e di tutte quelle piattaforme che è in grado di offrirci, siamo in grado di poter conoscere tutto ciò che accade intorno a noi e connetterci ad un mondo virtuale in un modo del tutto rapido ed efficace.

Ad esempio sono sempre di più le persone, sia giovani che con un'età più avanzata, che utilizzano i social, utilizzandoli come un vero e proprio svago durante il proprio tempo libero a disposizione.

Ed è proprio mentre si utilizzano questi social che il più delle volte ci si imbatte in una miriade di foto che vanno a scatenare in noi una forte curiosità.

Molte volte queste foto non sono altro che immagini di grandi feste e di eventi importanti che vengono svolti nel migliore dei modi e in grande stile.

Oggi infatti, quando si decide di organizzare un evento o una festa,lo si vuole fare al meglio ingaggiando i migliori addetti nel campo e utilizzando i migliori prodotti, per poter far si che la serata frutti grandi risultati e che sia in grado di garantire il massimo comfort a coloro che parteciperanno alla festa.

Consigli utili per i preparativi

Anche se apparentemente difficile o quasi impossibile, organizzare una festa che sia capace di restare nella memoria di chi parteciperà, non è difficile ma basta solo affidarsi alla propria creatività e andare alla ricerca dei giusti elementi da poter poi mettere insieme per ottenere un risultato pazzesco.

Se, ad esempio, avete in mente di organizzare un evento aziendale e non sapete bene come farlo nel modo più idoneo, continuate a leggere perchè qui di seguito vi andremo a fornire tante idee e vi daremo piccoli consigli a riguardo.

Location, cibo ed intrattenimento

Per iniziare, scegliete la giusta location dove svolgere il vostro evento, possibilmente ne troppo sofisticata ma nemmeno troppo semplice o banale.

Dopo aver scelto il luogo iniziate a far lavorare la vostra creatività per poterlo allestire al meglio, magari seguendo un tema specifico che possa stupire i partecipanti.

Dopodichè bisogna soffermarsi sui cibi e le bevande che andrete ad offrire durante il corso della serata, e in questo caso ciò che si consiglia e di affidarsi ad un catering che sappia fornirvi tutte le pietanze ( dalla stuzzicheria ai dolci e alla frutta) necessarie per soddisfare i gusti di tutti.

Per le bevande invece potreste affidarvi ad un barman esperto nel campo che con i suoi cocktail sia capace di deliziare il palato dei vostri invitati.

Dopo esservi soffermati sul lato culinario iniziate a dedicarvi allo svolgimento dell'evento e quindi a ciò che servirà per poter allietare al meglio la serata. Per poter fare ciò affidatevi a delle agenzie, che attraverso le loro conoscenze, saranno in grado di offrirvi tutto ciò che è necessario per allietare la serata, come ad esempio musica dal vivo, cabaret, spettacoli e inoltre tramite queste agenzie potrete anche far partecipare al vostro evento un personaggio dello spettacolo. Inoltre potreste anche ingaggiare un fotografo per far si che i momenti più belli della serata vengano immortalati.

Infine potreste preparare un piccolo souvenir da dare agli invitati in memoria della serata.

Seguendo questi piccoli e semplici step sarete in grado di organizzare un evento aziendale nel migliore dei modi, un evento che sicuramente sarà ricordato in modo del tutto positivo da coloro che parteciperanno.

Rifiuti: dall’antichità ai giorni nostri

Quando pensiamo alle civiltà del passato ci vengono sempre in mente le Piramidi, il Partenone, il Colosseo, le più mirabili opere dell’intelligenza e del lavoro umano. Tuttavia, sin dall’inizio dei tempi più antichi, l’uomo si è ritrovato ad affrontare un problema che poi lo ha perseguitato per migliaia di anni e in forme diverse ci perseguita ancora oggi, quello dei rifiuti. È una storia millenaria ed un po’ l’altra faccia della medaglia, dall’incenso e dagli splendori al tanfo e alle pestilenze.

La storia dei rifiuti

Nella Preistoria, quando i nostri progenitori erano nomadi e si spostavano in continuazione per procacciarsi del cibo, il problema dei rifiuti non esisteva. Infatti, vagabondando da un luogo ad un altro i rifiuti non avevano il tempo di accumularsi pericolosamente. Le prime difficoltà sono apparse quando, con l’invenzione dell’agricoltura e dell’allevamento, l’uomo è diventato sedentario. Quando, cioè sono sorti i primi villaggi che col tempo sono trasformati in grandi città.

Dove finivano i rifiuti di queste grandi concentrazioni di uomini e donne?

Per secoli e secoli la risposta è stata una sola: per strada, nei cortili, nelle canalette, nei sottoscala o nei fossi. Un modo classico per disfarsi dei rifiuti è stato per millenni lanciarli dalla finestra. Le città del passato, insomma, non erano molto pulite e non profumavano. I rifiuti di quelle epoche remote li chiameremmo oggi organici, cioè le scorie di uomini e animali, gli scarti delle botteghe come quelle del macellaio o delle cucine. Una mistura infernale per l’uomo, ma un vero paradiso per una schiera infinita di parassiti, alcuni invisibili e pericolosi, come quelli delle epidemie. Epidemie, come la peste che tormentarono i nostri antenati per secoli e secoli. Una grande civiltà del passato cercò di affrontare il pericolo dei rifiuti in modo più attento: l’Antica Roma. Quest’ultima costruì una grande rete fognaria e ben 11 acquedotti, alcuni dei quali andavano a prendere l’acqua pulita a chilometri e chilometri dalla città. Questa fu l’idea moderna di rete idrica che allontanò i rifiuti dalla città. Con la caduta di Roma queste idee vennero accantonate e poi dimenticate. Nel Medioevo e poi nel Rinascimento, Le cose non andarono molto meglio, nelle città italiane ed Europeo centinaia di leggi e regolamenti, tentarono d’impedire l’accumularsi di rifiuti nelle vie cittadine, minacciando pene severissime per i trasgressori, ma senza molto successo. Spesso gli unici spazzini di quelle epoche erano i maiali che, girovagando nelle vie cittadine, mangiavano i rifiuti, ma ovviamente ne lasciavano altri. Una delle conseguenze della pessima condizione igienica fu il ritorno di epidemie terribili, come la peste.

Rifiuti: qual è l’approccio oggi

Solo alla fine del 1700 con la rivoluzione industriale e l’invenzione delle macchine a vapore e la straordinaria crescita delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, si riuscì a bonificare le città.

Ad oggi il lavoro di smaltimento dei rifiuti è sempre attivo e continuo, visto il numero crescente della popolazione, delle città e di conseguenza dei rifiuti. Per occupare la posizione di responsabile di gestone dei rifiuti, infatti, occorre fare dei corsi sui rifiuti. Prima, però, per diventare Responsabile della gestione, bastava fare un corso sulla gestione dei rifiuti, al termine del quale si dava un attestato, senza l’obbligo di aggiornamenti.  Oggi i corsi sui rifiuti prevedono prima una formazione iniziale e poi, successivamente, ci sarà un esame scritto presso le sedi regionali dell’albo.

Un luogo per i fedeli: Piazza San Pietro 

Riconosciuta da tutto il mondo come luogo di incontro per tutti i fedeli del mondo la Piazza di San Pietro è probabilmente tra le più importanti piazze di tutto il mondo. Essa viene identificata come vero e proprio punto di ritrovo per tutti i cristiani che possono assistere dal vivo alla Santa Messa celebrata dal Papa. 

Essa è ubicata a margine del centro storico di Roma, ovvero presso la Città del Vaticano ed i principali accessi sono quelli di via Porto Angelica e di via della Conciliazione.  

La Piazza è suddivisa in due grandi spazi che a loro volta vengono unificati da un imponente colonnato composto da 284 colonne, 88 pilastri e ben 140 statue che ne risaltano lo stile barocco. 

La storia 

Piazza San Pietro, ovviamente antistante la Basilica di San Pietro, fu realizzata nel periodo che intercorre tra il 1660 e il 1667 da Gian Lorenzo Bernini sotto volontà del Papa Alessandro VII. Particolarità degna di nota è che il progetto fu presentato da Bernini già nel 1657 ma passarono ben tre anni prima che lo stesso venisse approvato. 
L’intento era quello di risolvere un doppio problema presente all’epoca: ovvero necessitava aprire la basilica alla città rendendo il passaggio stesso grandioso e correggere tutti gli aspetti negativi che vennero alla ribalta al momento della realizzazione del progetto originale ad inizio ‘600 per opera di Carlo Maderno. 
L’errore di quest’ultimo risiedeva nell’aver sviluppato in modo esagerato la facciata in larghezza pertanto la perentoria cupola progettata da Michelangelo appariva all’occhio umano ridimensionata. E a tal proposito Bernini idealizzò una duplice piazza: la prima era antistante la basilica e aveva il compito di avvicinare, a livello percettivo, lo spettatore alla facciata. La seconda, invece, permette a tutti i visitatori di ammirare la cupola dalla giusta distanza in modo tale da poterla osservare in tutta la sua maestosità.  

Il soggiorno a Roma 

Se ovviamente foste interessati a visitare la Capitale il consiglio, che poi tanto consiglio non è, è quello di girare la Capitale per filo e per segno, in lungo e in largo. Quella che da tanti viene ribattezzata come il centro del mondo merita attenzioni particolari: Colosseo, Fontana di Trevi, Pantheon, Musei Vaticani, Foro e quant’altro. Tutto da vedere, tutto da ammirare. 
E se volete un suggerimento su dove alloggiare vi consigliamo vivamente un hotel in via Nazionale meglio noto come Floris Hotel che dai più viene ritenuto come tra i migliori in base al rapporto qualità-prezzo per non parlare dell’ubicazione assolutamente centrale rispetto alla cartina toponomastica della Capitale. 

 

La moda del tatuaggio nella cultura italiana

Il tatuaggio, da tradizione di popoli antichi (qualcuno addirittura preistorico) è diventata, oggi, una moda che preso giovani e adulti di ogni connotazione demografica. La pratica del tatoo (dal tahitiano, “incidere sulla pelle”) è stata riportata in auge nel mondo occidentale verso la fine degli anni sessanta dalla cultura hippie e dei clan di motociclisti statunitensi, i quali sfoggiavano i loro disegni sul corpo con orgoglio, nonostante prima di loro venissero già usati da minoranze sociali ed etniche e spesso collegati alla malavita o a culti esoterici.
Dopo pochi anni, quella del tatuaggio, insieme a quella del piercing, è diventata una pratica adottata anche dalla cultura punk che fece immediatamente presa nel Regno Unito, socialmente e culturalmente legato agli USA in modo maggiore rispetto al resto d’Europa. Si può dire che l’Inghilterra, per il peso che ha nella cultura europea, e la globalizzazione cinematografica hanno portato il tatuaggio e il piercing nella cultura prima europea e poi italiana.

L’arrivo del tatuaggio in Italia

In Italia il tatuaggio ha iniziato a diffondersi maggiormente verso i primi anni 2000, nonostante la crescita sia stata continua, anche se lenta, fin dagli anni ottanta. Questo è stato un fenomeno sociale amplificato dalle star televisive estere, più che nazionali: impossibile, per chi ha vissuto quell’epoca, dimenticare i tatuaggi di David Beckham e di Angelina Jolie. La tradizione del tatuaggio nel mondo dello spettacolo è andata addirittura amplificandosi, basti vedere oggi calciatori del calibro di Neymar, ma anche dell’italianissimo Daniele De Rossi.

L’uso del tatuaggio in Italia

Nonostante un’economia in difficoltà, pochi italiani rinunciano a marchiare la propria pelle: l’Istituto superiore della sanità stima che siano 7 milioni gli italiani con un tatuaggio sulla pelle, circa il 13% della popolazione e che la richiesta è aumentata del 60% nell’ultimo periodo (tanto che l’Istat ha aggiunto la voce “tatuaggio” al suo paniere di beni e servizi), percentuale che risulta più chiara se si pensa che molte persone già tatuate ripetono la pratica più volte. la cosa importante è cercare di rivolgersi ai professionisti del mestiere che abbiano fatto un corso per tatuaggi.

I tipi di tatuaggi più gettonati in Italia

Nonostante inizialmente fossero perlopiù tatuaggi tribali o simboli insoliti, oggi la moda in Italia ha preso due diverse tendenze: le donne sono inclini solitamente a tatuarsi frasi di poesie o canzoni e citazioni, talvolta accompagnate da un simbolo che le rappresenta; gli uomini, invece, preferiscono simboli che rimandino al concetto di forza o di coraggio. Inoltre, se i tatuaggi femminili sono discreti, fatti soprattutto in zone del corpo poco visibili come caviglia e addome, i tatuaggi maschili sono spesso in bella vista (mani, collo, braccia e gambe).
Il tatuaggio, inoltre, rappresenta un’eccellenza italiana: la scuola italiana è riconosciuta come una delle più artistiche ed è, effettivamente, quella in media più seguita sui social.

Cos’è il passaporto mortuario?

Il passaporto mortuario è un documento necessario quando si deve trasportare un feretro per la tumulazione all’estero, ma la procedura è lunga e complessa. Il passaporto è rilasciato dal Comune di appartenenza del defunto e viene consegnato a un familiare (coniuge o convivente), a un delegato dai familiari o all’agenzia funebre.

La burocrazia per ottenere il passaporto mortuario

La modulistica per l’ottenimento del passaporto mortuario differisce in base alla destinazione. Per le tumulazioni nei paesi della Convenzione di Berlino del 1937, vale a dire Svizzera, Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Cile, Egitto, Francia, Germania, Portogallo, Romania, Russia, Congo, i documenti da presentare sono:

  • Modulo di richiesta al Comune dove è avvenuto il decesso con marca da bollo;
  • Permesso di sepoltura;
  • Certificato di morte;
  • Certificato ASL attestante la correttezza delle operazioni di sigillo della cassa;
  • Passaporto mortuario.

Per tutti gli altri paesi è necessario ottenere anche il nulla osta di ingresso della salma nel paese estero di destinazione, da richiedere tramite l‘ambasciata e relativa comunicazione del rilascio del passaporto alla Prefettura di Frontiera.

Affidarsi all’agenzia funebre per le pratiche del passaporto mortuario

L’iter per l’ottenimento del passaporto mortuario è complesso, per cui è consigliabile affidarsi all’agenzia funebre che funge anche da interlocutore con l’estero. È bene affidarsi ad agenzie – come la Verano Servizi – che abbiano anche esperienza in materia. L’agenzia, infatti, si occuperà anche della parte logistica di trasporto della salma all’estero, sia via terra che per aereo, e di prendersene cura sino alla tumulazione nel cimitero estero di destinazione.

I costi di un passaporto mortuario sono solo quelli legati alle imposte di bollo, mentre molto più costoso è il trasporto vero e proprio e la scelta della bara che deve essere idonea al cosiddetto “trasporto speciale”. Il costo dipende dalla tratta e dai mezzi utilizzati.

Alla famiglia spetta la scelta – in accordo con l’agenzia – dei mezzi e delle tempistiche più rapide e sicure per trasportare la salma a destinazione. Se la salma è destinata alla cremazione nel luogo di sepoltura all’estero, sarà necessario ottenere tutte le autorizzazioni previste nel Paese di destinazione. In ogni fase, l’agenzia funebre si impegna nell’assistenza completa a familiari, soprattutto per il disbrigo delle pratiche burocratiche in Italia, ma soprattutto all’estero per l’ottenimento del passaporto mortuario. L’eventuale cerimonia funebre può essere svolta in Italia prima della partenza o a destinazione, ma i costi cambiano a seconda delle richieste e delle esigenze economiche dei familiari.

La bara, un domani la nostra casa

La bara, un domani la nostra casa

Un mondo vastissimo, per antonomasia definito un po' tetro per via del settore nel quale opera ma che in realtà è fondamentale, è quello delle casse da morto.
Le cosiddette bare sono quelle che un domani ospiteranno noi che stiamo leggendo e che già ospitano i nostri cari e non solo: una scelta meticolosa e accurata deve esser fatta sotto ausilio di qualcuno di fiducia, che ha alle spalle anni e anni di esperienza e che non ha come obiettivo quello di lucrare sul nostro dolore.

Può sembrare esagerato? È invece è così perché tanta gente, che per delicatezza definiremo semplicemente ‘cattiva’, marcia sul dolore della gente.

Le varie tipologie di casse da morto

Come detto la scelta deve essere fatta con cura senza farsi sopraffare dal dolore. Riconoscere una bara di qualità non è di certo semplice per chi non è del mestiere ma ora cercheremo di darvi qualche dritta per capirne di più.

Innanzitutto la struttura deve esser fatta necessariamente di legno. Esso è il materiale che meglio si presta nell’accogliere corpi che nel giro di qualche decennio si decomporranno: le tipologie di legno utilizzate sono differenti e oscillano tra pino e abete ma anche e soprattutto mogano e ciliegio che sono le più costose.

Per quanto riguarda la forma, invece, in linea di massima sono tutte similari. Hanno nella parte superiore una larghezza superiore perché devono accogliere le spalle del defunto per concedere lui una posizione comoda. Sulle decorazioni, invece, ci sarebbe qualche dettaglio supplementare da approfondire.

Innanzitutto ci sono modelli che presentano intagli raffiguranti scerne religiose, altri che presentano maniglie in oro che servono ai cari durante il trasporto. L’interno è sempre di seta e il defunto viene spesso ricoperto da un lenzuolino raffigurante una croce.

Croce presente anche nella parte esterna-superiore della bara: indica protezione e solo nel caso in cui il defunto faccia parte di una religione differente viene omessa.

A chi affidarci?

Il momento dell’addio è sicuramente un momento poco felice e tutt’altro che facile. In questi casi le possibilità di compiere ‘errori’ in quanto presi dallo stato emotivo che poi si trasforma in shock sono elevatissime. E come detto precedentemente esiste anche chi in questi casi non guarda in faccia nessuno e cerca addirittura di approfittarne senza ‘guardare’ in faccia il dolore altrui. Ipso facto vi rimandiamo ad una impresa funebre in particolare, ovvero a Cattolica San Lorenzo, che sul territorio capitolino è una delle migliori.

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