Casa pulita e ambiente… pure!

A nessuno, tranne forse a qualche personaggio comico di barzellette e vignette, piace vivere in una casa che sia meno che pulita. E i motivi sono tanti: da un lato c’è la percezione istintiva che la pulizia sia la migliore garanzia di un ambiente salubre per il nostro corpo, in quanto la sporcizia è portatrice di germi e malattie; dall’altro, pubblicità, cinema, televisione e riviste ci propongono ormai come unico modello possibile quello di una casa sempre perfettamente linda e splendente, dove nulla può turbare la perfetta pulizia di ogni angolo, e questo genere di pressione mediatica non può essere privo di conseguenze sul sentire comune, anche quando ci si renda conto che certi modelli proposti sono addirittura irrealistici.

Parliamo però degli strumenti grazie ai quali otteniamo il risultato di avere una casa sempre impeccabile, ossia i numerosi prodotti per la pulizia che troviamo in commercio. Siamo certi che facciano bene al nostro corpo quanto ne fanno alla nostra casa? Se sì, stiamo commettendo un errore – o almeno, una grossolana e ottimistica generalizzazione. Un dato su tutti: nessuno di noi, ormai, può avere dubbi sul fatto che l’aria sia profondamente inquinata. Bene, l’aria all’interno delle nostre case, per via delle contaminazioni da sostanze tossiche contenute nei detergenti più famosi, come perossido, fosfati e nitrobenzene, è spesso inquinata e tossica il doppio di quella esterna.

E quando parliamo di contaminazione non parliamo di un semplice dato chimico, ma di conseguenze precise sulla nostra salute: problemi agli occhi, intossicazioni delle vie respiratorie, irritazioni cutanee sono soltanto alcuni degli effetti negativi di questo sovraccarico di sostanze contaminanti. Per risolvere il problema, naturalmente, la soluzione non è smettere di pulire la propria casa, ma passare all’utilizzo di prodotti che abbiano un maggior livello di rispetto sia della salute che dell’ambiente. E non preoccupiamoci: anche i prodotti ecologici, quando si tratta di eliminare lo sporco, hanno i risultati eccellenti a cui siamo abituati!

Tapparelle: facciamo qualche precisazione

Non è certo difficile trovare dove comprare tapparelle: Milano, Torino, non c’è centro urbano che non abbia decine di punti vendita dove acquistarne di ogni genere e tipo. Anzi: è proprio per via di questa varietà notevolissima che può diventare complicato prendere una decisione definitiva, scegliere quale sia il modello che va ad adattarsi perfettamente all’arredamento e all’architettura della nostra casa. Proviamo a districarci fra tante varietà!

– Gli avvolgibili
Gli avvolgibili li conosciamo sicuramente: non ci sono modelli più popolari e diffusi, nelle case moderne. Solitamente, sono composti di barre di PVC, collegate in modo da arrotolarsi in un cilindro compatto, situato sopra l’infisso. Ve ne sono sia di modelli che, anche da chiusi, lasciano passare un poco di luce attraverso apposite fessure, sia di tipi che compongono una parete completamente chiusa. Non è difficile capire perché siano tanto popolari: sono solidi, resistenti anche con pochissima manutenzione, e costano poco.

– Le veneziane
Probabilmente, anche se non ne abbiamo in casa, le conosciamo e le abbiamo viste più volte. Le veneziane sono fatte di striscette di materiale rigido (metallo, tipicamente alluminio, legno, o l’onnipresente PVC) collegate in modo da poter ruotare su se stesse, e ora lasciar passare la luce completamente, ora chiudersi in una parete intera. I modelli in alluminio vengono soprattutto utilizzati negli uffici, ma spesso, in casa, trovano applicazione nei bagni e nelle cucine. I modelli in legno, che di solito sono fatti di balsa o di bambù, legni leggerissimi, sono molto eleganti e di classe, sia quando lasciati del colore naturale sia quando dipinti di bianco, ma purtroppo soffrono molto l’umido. Per quanto invece riguarda i modelli di PVC, sono decisamente i più resistenti e solidi, soprattutto perché immuni a usura e umidità e semplicissimi da pulire.

– I sistemi a pacchetto
I sistemi a pacchetto sono talvolta chiamati anche “alla Romana”. Sono realizzati interamente in stoffa, spesso di Cotone o Lino, ma recentemente anche in Poliestere; tale stoffa è montata con cordicelle in modo che, tirandole, salga piegandosi a strati. Sono molto eleganti e soprattutto, vista la varietà di stoffe disponibili, molto adattabili a qualsiasi ambiente sia per colore che per fantasia; Inoltre, da un punto di vista funzionale, permettono una buona regolazione del passaggio della luce.

Eliminare zanzare: l’incubo di un ronzio

Eliminare zanzare è un’attività fondamentale se si vogliono salvaguardare le nostre notti estive (e non solo estive ma anche invernali) dall’attacco ronzante, rumoroso, doloroso e pungente di questi insetti succiasangue.

Il loro ronzio fastidioso accompagna da sempre le notti estive. Da quando poi le nostre città sono diventate un gigantesco habitat naturale anche della zanzara tigre (specie esotica immigrata da pochi anni) l’incubo punture è non si ferma.

Se di giorno ce la dobbiamo vedere con la specie “esotica”, dal tramonto in poi dovremo affrontare l’incubo dell’insonnia con la zanzara tradizionale.
Liberarsene non è neppure così semplice, visto che la popolazione è fittissima e il loro livello di prosperità alle stelle: ogni zanzara femmina depone per l’appunto da 200 a mille uova. Non tutto è perduto però, ed eliminare zanzare non è impossibile, poiché tuttavia i rimedi abbondano, sempre più efficaci e pratici con il passare del tempo.

Tra tutte queste novità che piovono però il più classico dei rimedi contro gli insetti volanti è lo spray, che non muore mai. Diversamente da strumenti per eliminare zanzare come le piastrine e gli insetticidi a lento rilascio, lo spray è nato soprattutto per le “disinfestazioni lampo”. La sua massima efficacia si ha quando viene spruzzato in locali chiusi per qualche secondo, si esce, si chiude la porta e si attende per qualche minuto che la sostanza abbia il suo micidiale effetto sugli ospiti indesiderati. La sua azione non è però costante, perchè le goccioline di prodotto dopo poco tempo evaporano. E difatti il consiglio dei produttori è, dopo avere fatto areare a dovere l’ambiente, quello di chiudere le finestre per evitare l’assalto di altri insetti.

Gli alleati migliori però, per eliminare zanzare e anche per allontanare insetti indesiderati, sono le piante aromatiche. Tutti mezzi naturali questi. Le specie vegetali che emettono forti odori come gerani e rosmarino, lavanda, maggiorana ed eucalipto sono infatti sgradite alle zanzare. In genere questo discorso vale per tutte le erbe che hanno una componente volatile e un odore aromatico intenso. Tenere qualcuna di queste piante in giardino o sul balcone può rivelarsi quindi molto utile.

Pulizia camera alberghi: servizio utile

Il servizio di pulizie delle stanze d’albergo è l’insieme di opere di riordinamento, igienizzazione e deodorazione di un locale. Numerose attività commerciali turistiche come alberghi, bed and breakfast, motel e residence dispongono di personale atto alla pulizia e all’ordine. Tale personale è composto da svariati stipendiati che svolgono diversi ruoli in funzione delle necessità di un locale, dal cambio delle lenzuola alla pulizia dei vetri, dalla aspirazione della polvere allo svuotamento dei cestini. Come intuibile il lavoro di tale gruppo di dipendenti è molto importante per l’azienda, la quale vanterà tra i propri pregi proprio questo efficiente servizio di pulizia, ma anche ai fini del benestare del cliente.

La pulizia delle camere è un benefit a vantaggio del cliente, questo potrà quindi sentirsi libero e senza doveri, per certi aspetti anche viziato e coccolato dall’azienda. Le pratiche di igienizzazione vengono attuate periodicamente per mezzo di prodotti sgrassanti in grado di rimuovere ogni forma di sporcizia dalle superfici, la periodicità e la frequenza dell’igienizzazione è indice di qualità del servizio; con deodorazione si intende l’allontanamento e la cancellazione di tutti quei composti gassosi sgradevoli responsabili di odori pungenti e fastidiosi, tra questi per esempio il sudore. Il personale della pulizia di camere degli alberghi utilizzando prodotti testati e sicuri eliminano gli odori cattivi, e, tramite bombolete ricche di aromi naturali oppure candere, oli profumati, immettono nel locale un sentore di naturale e pulito.

Anche il riordinamento è un lavoro importante ai fini della pulizia, poiché tramite esso è possibile trovare al giusto posto ogni forma di necessità; dagli asciugamani che vengono periodicamente cambiati, lavati e igienizzati, alla messa in ordine di elettrodomestici quali asciugacapelli, telecomandi o qualunque tipo di oggetto.

La pulizia delle camere dunque è la rappresentazione di un lavoro di persone scrupolose che funge da mezzo di rilassamento, miglioramento, mantenimento della qualità della vita che la stanza e quindi che l’impresa turistica offre.

Rubinetteria da bagno: una linea per tutti i gusti

All’interno di ogni abitazione, l’attenzione per le caratteristiche del bagno è senza dubbio sempre più accurata. Di fatto si cerca sempre di trovare il giusto connubio tra stile ed eleganza di forme al locale e al suo arredo, ricercando la rubinetteria da bagno idonea alle diverse aspettative. Pertanto i produttori ricercano continuamente la perfezione e lo stile innovativo. La rubinetteria da bagno quindi è un componente di quello stile che sempre migliorerà con l’avanzare del progresso. Soggettivamente ogni individuo è diverso, quindi, ogni persona possiede una preferenza dettata dalle proprie esigenze, aspettative, caratteristiche visive e misurabili; ed è qui che le diverse catene di produzione intervengono, mediante sondaggi, analisi di mercato e statistiche di popolazione, cercano dunque di creare la rubinetteria da bagno che più si avvicina all’arredo complementare perfetto.

Quando si parla di rubinetteria da bagno, si parla di una determinata linea di prodotto che consta in diverse parti: il miscelatore è l’elemento funzionale che porta dalla tubazione centrale l’acqua nel bagno. Questo è senza dubbio l’esempio lampante di come la rubinetteria da bagno sia sempre in costante evoluzione; modelli affusolati, rettangolari, lunghi, corti e speciali, e ciascuno di essi viene considerato nel suo insieme, dalla forma, dalla cromatura, dalla linea e l’eleganza. Il miscelatore è azionabile mediante leve o viti che regolano l’afflusso di acqua corrente e la temperatura della stessa. Nel complesso anche le viti e le leve rientrano nel concetto di design ricercato, in quanto la loro implementazione nella rubinetteria da bagno è soggetta anch’essa a costante ricerca tecnologica.

La rubinetteria da bagno dunque rappresenta la ricerca di stile ed eleganza a cui ogni individuo aspira per abbellire e rendere “bello” il proprio locale. Ricercando quindi la linea di prodotti che soggettivamente soddisfano le sue richieste; stà all’azienda produttrice prevedere e creare il modello che ogni individuo considera perfetto.

Reattore chimico: che cos’e’

Per reattore chimico, nella sua definizione più classica e facendo riferimento al termine in ingegneria genetica, si intende una sorta di “contenitore” nel quale, al suo interno, si fanno avvenire delle reazioni chimiche.

Un reattore chimico si diversifica per tipologia a seconda della reazione da svolgervi, della natura chimica e delle sostanze coinvolte nonché dalla modalità di conduzione della reazione stessa, che può essere continua o discontinua (a lotti o batch).

Per la costruzione e la progettazione di un reattore chimico bisogna tener ben presenti sia gli aspetti chimici che quelli ingegneristici garantendo la resa migliore possibile e il dispendio minore in assoluto prendendo inoltre anche considerazione della pericolosità della reazione e anche della tossicità di reagenti e prodotti coinvolti.

Un reattore chimico richiede un dispendio finanziario notevole poiché deve procurarsi (per funzionare) non solo le materie prime, ma anche l’energia da fornire (come ad esempio l’agitazione e il riscaldamento), l’energia da rimuovere (nei casi in cui si renda necessario raffreddare la reazione) e anche i lavori degli operai legati alla conduzione della reazione: insomma un reattore chimico costa parecchio e comporta tanti acquisti da fare.

Per quanto riguarda l’operatività e la funzionalità di un reattore chimico, è necessario che avvengano due cose fondamentali: la miscelazione dei reagenti coinvolti (che può essere ottenuta mediante l’azione di miscelatori statici o agitatori) e che vi siano le condizioni termiche ottimali (temperatura, pressione) che possono essere raggiunte e mantenute tramite l’utilizzo di scambiatori di calore, condensatori, compressori e altro ancora.

Come già detto più sopra, i reattori chimici possono essere considerati, visti e divisi in due sottofamiglie: continui e discontinui.
Nei reattori a processi continui, ogni componente del reattore e ogni sua unità che compone il suddetto impianto chimico, opera 24 ore giornaliere e 7 giorni su 7, a condizioni praticamente sempre costanti. Nella norma infatti l’impianto viene fermato solo ogni due o anche più anni e solo per lavori riguardanti la manutenzione dello stesso.
Un reattore di tipo discontinuo invece alcune unità che lo compongono (solitamente sono i reattori batch) operano seguendo principi ben precisi, con il ciclo tipo carico – reazione – svuotamento.

I reattori chimici in buona sostanza, sono parte integrante, il cuore pulsante, degli impianti chimici in cui essi sono collocati, volti alla produzione industriale e al trattamento di sostanze chimiche su larga scala.
I rischi che comporta sono di tipo tossicologico poiché le reazioni che avvengono ogni giorno non sempre danno i risultati ottimali e bisogna ripetere il processo, andando a creare un rischio.
L’importante è che siano operativi e che mettano a disposizione dell’intero impianto chimico un’ottima performance di lavoro.

Per capire meglio l’importanza di questi compoenti, visita questo sito.

Quattro semplici suggerimenti per liberarsi dalle vespe

Chi dovesse porre la domanda “ma perché dovremmo preoccuparci di eliminare vespe e calabroni?”, probabilmente non ha mai vissuto la spiacevole esperienza di essere attaccato e punto da uno di questi insetti. Di fatto si tratta di insetti estremamente aggressivi, che attaccano anche senza provocazione ma per un semplice contatto accidentale, e la cui puntura è estremamente dolorosa e bruciante; inoltre, a differenza delle api, pungere non le uccide, perciò possono attaccare ripetutamente e costringere a fughe ingloriose, spaventando i più impressionabili come i bambini. Come possiamo quindi fare per eliminare questi insetti tanto molesti, nonostante alcune delle loro specie siano utili per liberare il territorio dove vivono dai parassiti delle piante, nutrendosene? Ecco quattro consigli provati nel tempo e di sicuro effetto.

1. Localizziamo il nido delle vespe
Uccidere soltanto le vespe che incontriamo non ha grandi risultati: nel nido,ne stanno nascendo a centinaia per ognuna che eliminiamo. Per fortuna, il ciclo di attività di questi insetti è diurno, e quindi non è difficile seguirli e scoprire dove si trova il loro nido. Solitamente sarà in una crepa del muro, o in un buco del terreno.

2. Irroriamo il nido di insetticida
Qui converrà procedere di notte, quando le vespe sono intontite e meno attive; inoltre, a quell’ora è più facile che la maggioranza degli esemplari sia proprio nel nido. Esistono spray appositi, che permettono di irrorare il nido da lontano così da rischiare ancora meno di esser punti; vestirsi con abiti pesanti sarà un’utile protezione in più. Converrà ripetere il trattamento per qualche notte di fila, e non rimuovere il nido una volta uccise le vespe: si tratta di insetti territoriali, che notando un nido (ancorchè vuoto) probabilmente non cercheranno di insediarsi nella stessa zona.

3. Evitiamo di attirare nuove vespe
Non rendiamo il nostro giardino un luogo attraente per le vespe. È importante evitare di lasciare all’aperto cibi e bevande, soprattutto zuccherine, e tenere ben chiusi i bidoni della spazzatura, che andranno inoltre svuotati e ripuliti regolarmente. Se non trovano cibo, le vespe difficilmente cercheranno di insediarsi.

4. Disponiamo trappole per proteggerci
Se amiamo molto stare all’aperto, può essere utile cercare di intrappolare le vespe dove non possono danneggiarci. Esistono in commercio prodotti industriali, spesso molto efficaci, ma si può anche provare a costruire una trappola per vespe con una bottiglia da due litri, riempita in parte con succo di frutta e pezzetti di carne – una vera calamita per questi insetti.

Pregi e pericoli dell’alcool isopropilico

Oggi viviamo, letteralmente, circondati da una quantità enorme di prodotti chimici di sintesi, delle cui proprietà positive ci serviamo, solitamente, senza avere in realtà non soltanto un’idea chiara, ma neppure un’infarinatura dei processi chimici e delle caratteristiche che li rendono così utili e quindi così diffusi – e quindi anche senza conoscerne i possibili pericoli. Sicuramente, fra queste, c’è l’alcool isopropilico.

Questo composto, che normalmente ha il suo utilizzo primario come ingrediente nei prodotti detergenti, ha un caratteristico odore e nessun colore; ve ne sono due isomeri diversi, l’1-propanolo, che prende il nome anche di alcool n-propilico, e l’alcool isopropilico vero e proprio, ossia il 2-propanolo. La reazione che lo sintetizza è molto semplice, richiedendo essenzialmente acqua e propene; quest’ultimo è un idrocarburo di larghissima diffusione in natura.

Le caratteristiche utili dell’alcool isopropilico sono numerosissime. Come dicevamo, viene spesso usato nei detergenti, per via delle sue proprietà fungicide, viricide e battericide; questo lo rende anche ideale sia per pulizie specifiche (pensiamo ai rasoi dei barbieri) che nei generali antisettici che troviamo nella casa. In campo industriale, d’altro canto, questo alcool trova un impiego significativo come solvente nei procedimenti più diversi, come nella fabbricazione degli inchiostri, nella produzione di acetone e glicerolo, e nel campo farmaceutico e cosmetico.

Ciò nonostante, non conferiamo solo pregi a questa sostanza. Anche se può parere strano viste le sue applicazioni, l’alcool isopropilico ha un elevato grado di tossicità, ed è velenoso, sia per inalazione che per contatto e ingestione, rendendolo pericolosissimo specie per i bambini. I sintomi vanno da nausea a mal di testa per brevi esposizioni a depressione del sistema nervoso centrale e perfino coma nei casi gravi. In casa dovremo guardarci soprattutto dai rischi di ingestione accidentale, mentre nell’ambito industriale, con grandi volumi, è l’inalazione il pericolo maggiore, che può essere scongiurato solo con l’utilizzo di particolari protezioni sia per gli occhi, che possono rimanere irritati, che delle vie respiratorie.

E dove li portiamo a mangiare? Il banchetto di nozze

Il gran giorno si sta avvicinando, e le cose da fare anziché ridursi sembrano aumentare: organizzare le proprie nozze è sempre un lavoro intenso. Scelto il luogo per la cerimonia, c’è da pensare ai vestiti; una volta approvati i vestiti, bisogna pensare alle bomboniere; queste ancora non sono pronte, che già va stilata una lista definitiva degli invitati… e prima o poi, inevitabilmente, arriva il momento di scegliere fra i tanti un ristorante adatto al nostro ricevimento, in città, o in qualche località più isolata, magari in campagna. Come non farsi travolgere da questo ennesimo compito? Non è difficile, se si presta attenzione a cinque semplici fattori – e anzi, sarà divertente!

– il tipo di locale
Già: che tipo di ricevimento volete? Non sono più i tempi in cui tutte le feste di nozze si assomigliavano – per non dire che erano quasi identiche, dall’organizzazione generale ai più specifici dettagli. Oggi molte limitazioni un tempo rigide si sono rilassate, e per fortuna è possibile dare al proprio ricevimento il tono che si preferisce: ma perché questo funzioni, è importante scegliere un locale che possa sostenere il tema che avete in mente. Dalla festa rustica, a un moderno pranzo in piedi con musica e ballo, fino al classico banchetto ai tavoli in ambiente formale, non avete limiti: sicuramente una attenta ricerca vi farà trovare il locale che fa per voi!

-le dimensioni del locale
Quante persone invitiamo? È uno dei grandi dilemmi dei matrimoni, e la scelta, in realtà, non può che stare agli sposi. Tuttavia, al momento di scegliere il ristorante, è una scelta che deve essere stata già fatta, e con un ragionevole livello di precisione: la festa ne verrebbe sicuramente compromessa, se i convitati si trovassero stretti come sardine, esattamente come, d’altro canto, se la sala scelta fosse semivuota, dando l’impressione che molti invitati avessero dato forfait. Per fortuna, esistono ristoranti con sale delle dimensioni più diverse, da piccole sale intime a grandi saloni per ospitare centinaia di persone.

– la musica
È una festa! E gli invitati, sicuramente, saranno felici di essere con gli sposi a condividere questa gioia – non soltanto mangiando insieme. Soprattutto in presenza di una considerevole fetta di giovani, è bene prevedere dello spazio e del tempo per ballare tutti insieme: al vostro gusto scegliere se invitare un DJ, affidarvi a della musica registrata, o magari chiamare un gruppo a suonare dal vivo!

-il Menù
E finalmente, uno dei punti decisamente cruciali: cosa si mangia? È senza dubbio l’argomento più dibattuto, e giustamente: è importante saper tenere conto dei gusti di tutti, e soprattutto nei ricevimenti con molti invitati può non essere semplice. Fatevi venire in aiuto dallo staff del ristorante: sicuramente troverete l’esperienza e la competenza che potranno levarvi dall’impasse e farvi stilare un menù ideale.

-il budget
E per finire, ahimè, il punto dolente di ogni festa: i costi. Sebbene sia vero che si preferirebbe sempre non badare a spese, almeno in un giorno come questo, non sempre è possibile. Va però detto che non sempre è necessario avere una disponibilità faraonica per organizzare un bel ricevimento: focalizzandosi sugli elementi importanti, è possibile far fruttare al meglio anche un budget ridotto!

L’uso della fibra ottica nei laser di nuova concezione

Non esiste tecnologia o aspetto della scienza che non possa essere innovato, migliorato, approfondito. Gli esempi di questo principio importantissimo sono tutti intorno a noi; uno fra questi è sicuramente rappresentato dalle tecnologie laser, che dopo decenni di esistenza e utilizzo ormai diffuso a tutti i livelli industriali, con ottimi risultati, hanno subito un significativo scossone ad opera di quella novità rappresentata dai laser a fibra. E tutto questo nonostante, come dicevamo, non ci fossero palesi difetti o mancanze nell’operatività dei laser di vecchia concezione, ma perché la nuova scoperta ha dimostrato dei vantaggi così evidenti e desiderabili da conquistare a ritmo rapidissimo intere fette del mercato.

La fibra ottica che caratterizza questi laser è tipicamente utilizzata nell’industria delle telecomunicazioni; nello specifico, ci riferiamo al “giunto in fibra”, che viene sfruttato proprio per ovviare ad un problema tradizionale dei macchinari laser: quello del disallineamento. Nei modelli di vecchia concezione, infatti, la fibra attiva, i combinatori, e i diodi di pompa sono parti separate, ed è soltanto durante l’assemblaggio che vengono allineate e fissate su un supporto. Purtroppo un laser però opera a temperature tali da rendere la deformazione termica una realtà molto concreta, e quando questa va ad alterare la perfetta linearità della base, l’allineamento viene compromesso e con esso la perfetta funzionalità del laser. Il giunto in fibra ovvia a tutto questo collegando insieme le parti citate e rendendole solidali fin dall’inizio, evitando il problema della perdita d’allineamento.

I risultati pratici sono di due tipi, ed entrambi concorrono a rendere il laser a fibra migliore, e più performante, dei suoi predecessori. Come prima cosa, infatti, la manutenzione richiesta dallo strumento, già storicamente bassa nel campo del laser, diventa pressoché inesistente; dall’altro si raggiunge un’efficienza di conversione ottica di ordine superiore, attorno al trenta per cento, anche con l’impiego di basse potenze di poche centinaia di watt.

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