Consigli per la vendita perfetta in campo immobiliare

Negoziare, di per sé, è un’abilità importante in tanti campi; ma se per mestiere si vendono case, diventa una necessità assoluta. L’errore più grande, in questo campo, è di pensare che la negoziazione inizi nel momento in cui un possibile acquirente fa la sua prima offerta; al contrario, è necessario mettere in atto la propria strategia molto prima di ricevere un’offerta.

Per quanto riguarda, ad esempio, la strategia di prezzo, è molto importante fare delle ricerche preliminari per determinare il giusto prezzo per una proprietà, che è un passo essenziale della vendita. Una delle tecniche migliori, a tale proposito, è detta “forward pricing”, e si basa sul seguire l’andamento del mercato immobiliare per posizionarsi su un prezzo appropriato non al passato, ma al momento presente. Facciamo un semplicissimo esempio: studiando il mercato immobiliare nella zona, vediamo che una casa paragonabile alla nostra è stata venduta, un anno fa, per un prezzo di 200.000 €; ma anche che, negli ultimi anni, i prezzi di mercato delle case sono andati crescendo, in media, del 10% all’anno.

Questo significa che non dobbiamo proporre la nostra casa a 200.000 €, ma ai 220.000 € che l’andamento del mercato rende un prezzo ragionevole; una differenza significativa. Se non altro, questo ci darà spazio di manovra per una eventuale negoziazione, rendendoci possibile gestire un calo di offerta senza rimetterci. Attenzione, però, a non esagerare, per non spaventare i potenziali acquirenti.

In secondo luogo, è importante mantenere, in qualsiasi negoziazione, la posizione di chi può, in qualsiasi momento, alzarsi e rinunciare all’accordo; questo mette in vantaggio. Non dobbiamo mai sembrare disperati; ma allo stesso tempo, non prendiamola come una scusa per comportarci in maniera irragionevole. In fin dei conti, stiamo parlando di affari. E impariamo a non prendere mai un’offerta, nemmeno una ridicolmente bassa, come un’offesa: gestiamola.

Ci offrono una cifra pari alla metà del prezzo che richiediamo? Certo, non possiamo accettare: ma inalberarci non avrebbe alcun senso. Caliamo leggermente dal nostro prezzo iniziale, giusto per mostrare che l’offerta che ci hanno appena fatto non è obiettivamente nemmeno considerabile, ma siamo disposti a negoziare. Facciamo durare la negoziazione, perché è dimostrato che più a lungo si discute, più è facile che la vendita venga chiusa; e soprattutto ricordiamoci che il prezzo non è il solo elemento di discussione. Possiamo fare piccole concessioni in altro senso, e se fatte al momento giusto – che è perfino più importante, psicologicamente, dell’effettiva entità della concessione – queste possono valerci la vendita. Proviamo ad accettare un termine di pagamento più dilazionato, o alterare i dettagli della consegna: la sensazione di avere strappato una vittoria importante porterà il potenziale acquirente a voler chiudere su una nota positiva, e a comprare!

L’Anatocismo Bancario attraverso i secoli

Il poco noto termine di Anatocismo Bancario ha le sue origini nella lingua greca antica, e significa letteralmente “ancora interessi”; un nome decisamente appropriato, dato che consiste nell’applicazione degli interessi su cifre che sono già esse stesse degli interessi scaduti, o per utilizzare termini più finanziariamente esatti, consiste nella capitalizzazione degli interessi scaduti. In breve, una banca che fa anatocismo considera gli interessi passivi scaduti come un capitale, e quindi calcola i successivi interessi passivi includendovi anche tale ammontare: interessi su interessi.

L’antichità del termine dovrebbe farci immaginare che vi corrisponda un uso – o un abuso, come vedremo – decisamente di vecchia data. E infatti, l’anatocismo era noto – e severamente vietato – sia alla legislazione ebraica che a quella, di data ancora precedente, in vigore a Babilonia, codici che in effetti vietavano addirittura di praticare qualsiasi tipo di interesse sui prestiti. Diversa era invece la situazione nell’antico Egitto; e lo fu anche presso i Greci e i Romani. Possiamo infatti identificare un diffondersi di questo costume intorno al terzo secolo A.C., probabilmente in seguito all’enorme sviluppo del commercio nell’area del Mediterraneo che seguì la rapida e inarrestabile espansione di Roma.

Avvicinandoci alla nostra epoca, l’anatocismo torna ad essere vietato in tutta l’area d’influenza della Chiesa Cattolica, in base alla legislazione canonica. È in effetti molto tarda la legalizzazione della pratica degli stessi interessi semplici, che compare nei più importanti codici europei non prima dell’inizio del diciannovesimo secolo; abbiamo qui però un’importante eccezione, con il Codice Napoleonico del 1804 che in effetti ammise esplicitamente l’Anatocismo, solo però dopo che fosse stato maturato un anno di interessi e stipulata una specifica convenzione. Da qui la regola passò quasi identica nel nostro codice civile del 1865, e quando questo venne sostituito dal nuovo codice del 1942 la questione venne regolata dall’articolo 1283.

Fu solo nel ’99 che una sentenza della Cassazione decretò, in maniera ormai genericamente acquisita, che l’anatocismo era illegittimo, aprendo la strada alle odierne pratiche di ripetizione degli interessi ingiustamente esigiti dalle banche stesse.

Per sapere come combattere l’anatocismo bancario negli anni 2000, puoi fare riferimento a questo software.

I prodotti per la zootecnica: un aiuto insostituibile in fattoria

Non importa se per voi allevare animali è il vostro lavoro effettivo – magari l’occupazione primaria di tutta la vostra famiglia da generazioni, addirittura, come spesso accade – oppure solamente un hobby che praticate avendo la fortuna di disporre di un po’ di terra e di tempo; quel che è certo è che sia per la salute dei vostri animali che per la vostra comodità è necessario mantenersi sempre aggiornati sull’evoluzione delle tecniche per la gestione del bestiame, e quindi anche sui più moderni ed efficaci prodotti per la zootecnica disponibili sul mercato. Senza alcun dubbio, anche l’efficienza della vostra fattoria – soprattutto se è per voi, come dicevamo, un lavoro – non potrà che aumentare.

La varietà di prodotti in questo settore è enorme: ne fanno parte abbeveratoi, mangiatoie, carrelli per il trasporto, ma anche sistemi di confinamento del bestiame e strumenti per la tosatura degli ovini. Non esiste aspetto dell’allevamento in cui non siano stati fatti, nel corso degli anni, passi da gigante sia per quanto riguarda l’efficienza degli strumenti impiegati, sia – ancora più importante, naturalmente – per la sicurezza completa dell’allevatore e dell’animale. Pur rimanendo, naturalmente, un lavoro faticoso e impegnativo, quello in fattoria è sicuramente un lavoro meno pericoloso di quanto non fosse anche solo qualche decennio fa.

Se dunque raramente troveremo prodotti di per sé completamente nuovi – in fondo, le attività che è necessario svolgere in una fattoria per allevare del bestiame sono le stesse, più o meno, da millenni – non mancheranno migliorie e innovazioni a prodotti tradizionali. Pensiamo ad esempio all’importanza degli strumenti di confinamento, che permettono di trattenere un animale in sicurezza – sia per l’animale che per l’operatore – durante una visita veterinaria lasciando comunque al medico libertà d’accesso all’animale, o alla drastica riduzione del rischio di malattie ottenuta con l’introduzione degli abbeveratoi automatici: siamo con ogni evidenza di fronte all’ennesimo esempio dei vantaggi di introdurre oculatamente la tecnologia e l’innovazione anche nei campi più tradizionali.

Liste di indirizzi: residenziali o commerciali?

Le liste di indirizzi (come quelle di alta qualità trattate da Doss) sono ormai uno strumento essenziale per qualsiasi attività promozionale che includa un mailing, cartaceo o digitale, nel tentativo di ampliare la clientela trovando nuovi contatti interessati ai propri prodotti e servizi: nel mercato complesso e saturo di oggi, dalla bontà di tale lista e dall’attenzione con cui è stata stilata dipenderà in gran parte la resa dell’investimento fatto per stilarla o per acquistarla, e quindi l’effettivo aumento delle vendite del prodotto o delle sottoscrizioni al servizio che l’azienda stessa offre.

Prescindendo dalle molte precisazioni che si potrebbero fare sull’argomento, e dai consigli su come massimizzarne il rendimento, può essere utile considerare, ad un livello estremamente basilare, la divisione più semplice che è possibile operare in questo campo, ossia quella fra una lista di indirizzi di tipo residenziale e una di tipo commerciale: come tutte le distinzioni di base, ci aiuterà a iniziare il nostro percorso nel modo migliore.

Le liste commerciali
Una lista di indirizzi commerciale è classificata in modo da identificare il comportamento, le preferenze, e le esigenze delle persone che vi compaiono. Sarà dunque organizzata in base a informazioni come il credito, i dati demografici come l’età e la composizione della famiglia, le preferenze in fatto di prodotti, i comportamenti sociali, e tutti quei tipi di informazione sfruttando i quali è possibile stilare un profilo che dica se, ragionevolmente, è possibile aspettarsi che il soggetto dimostri interesse – o abbia anche solo necessità – di quanto si sta per proporre o offrire. Sono, ovviamente, strumenti molto utili e potenti; tuttavia sono anche costosi, e non coprono che una fetta della popolazione totale.

Le liste residenziali.
Il criterio di una lista residenziale è estremamente più semplice: i componenti sono organizzati, banalmente, per indirizzo, permettendo quindi al fruitore della lista di ragionare per aree geografiche, con un livello di dettaglio che può essere sia ampio come una nazione, sia dettagliato come una precisa serie di vie in una piccola cittadina. Da un lato, è vero che i profili contenuti in questa lista non sono dettagliati, e quindi non è possibile operare una distinzione specifica e prevedere il potenziale interesse verso la propria offerta; è altrettanto vero, tuttavia, che esistono casi in cui è più interessante, semplicemente, colpire una determinata area territoriale. Inoltre, richiedendo minor lavoro per essere stilate e aggiornate, queste liste sono anche decisamente più economiche.

Come ci possiamo proteggere dai campi elettromagnetici nocivi?

La componentistica tipica delle costruzioni elettromeccaniche, rappresentata da strumenti come gli elettromagneti, è ormai diffusa ovunque in maniera capillare, in quanto contenuta in tutti quegli utilissimi dispositivi elettronici che ormai ci accompagnano in ogni momento e in ogni attività della giornata, a partire ad esempio dagli smartphone.

Purtroppo, però, ciascuno di quegli strumenti genera intorno a sé delle onde elettromagnetiche, e tutti insieme creano quello che può solamente essere descritto come un campo elettromagnetico continuo, nel quale viviamo letteralmente immersi: e sfortunatamente, anche se non tutti ne sono a conoscenza, svariati studi scientifici sembrano proprio indicare che l’esposizione costante a campi elettromagnetici intensi possa avere effetti negativi sul nostro stato di salute, e generare malesseri che possono spaziare da semplici episodi di stress, alla sua cronicizzazione, all’emicrania, per arrivare anche, forse, ad alcuni tipi di tumore.

Poiché però, proprio per la loro diffusione, liberarci dei campi elettromagnetici è pressochè impossibile – se anche gettassimo via tutti gli apparecchi elettronici che possediamo, saremmo comunque immersi nei campi generati da quelli altrui – diventa fondamentale trovare una maniera di proteggerci da queste onde invisibili minimizzandone i danni. Per fortuna, sul mercato esistono protezioni di due tipi, l’una portatile e l’altra statica.

Per quanto riguarda la prima, essa prende forma sovente di piccoli monili o gioielli, disponibili sia in versioni da uomo che da donna, che possono essere indossati tutto il giorno per difenderci mentre siamo in giro.

La seconda categoria, al contrario, è statica, e viene alimentata dalla normale corrente di casa; si tratta di piccoli dispositivi che modificano le onde che pervadono gli ambienti della casa, essenzialmente bonificando l’ambiente per renderlo più sano per noi. Oltre ad utilizzare questi strumenti, tuttavia, non dimentichiamo le norme di buonsenso: se qualcosa è nocivo è meglio non tenerselo troppo vicino troppo a lungo, e quindi proviamo – almeno in casa – a lasciare il cellulare dove è raggiungibile, sì, ma senza tenercelo addosso.

Casa pulita e ambiente… pure!

A nessuno, tranne forse a qualche personaggio comico di barzellette e vignette, piace vivere in una casa che sia meno che pulita. E i motivi sono tanti: da un lato c’è la percezione istintiva che la pulizia sia la migliore garanzia di un ambiente salubre per il nostro corpo, in quanto la sporcizia è portatrice di germi e malattie; dall’altro, pubblicità, cinema, televisione e riviste ci propongono ormai come unico modello possibile quello di una casa sempre perfettamente linda e splendente, dove nulla può turbare la perfetta pulizia di ogni angolo, e questo genere di pressione mediatica non può essere privo di conseguenze sul sentire comune, anche quando ci si renda conto che certi modelli proposti sono addirittura irrealistici.

Parliamo però degli strumenti grazie ai quali otteniamo il risultato di avere una casa sempre impeccabile, ossia i numerosi prodotti per la pulizia che troviamo in commercio. Siamo certi che facciano bene al nostro corpo quanto ne fanno alla nostra casa? Se sì, stiamo commettendo un errore – o almeno, una grossolana e ottimistica generalizzazione. Un dato su tutti: nessuno di noi, ormai, può avere dubbi sul fatto che l’aria sia profondamente inquinata. Bene, l’aria all’interno delle nostre case, per via delle contaminazioni da sostanze tossiche contenute nei detergenti più famosi, come perossido, fosfati e nitrobenzene, è spesso inquinata e tossica il doppio di quella esterna.

E quando parliamo di contaminazione non parliamo di un semplice dato chimico, ma di conseguenze precise sulla nostra salute: problemi agli occhi, intossicazioni delle vie respiratorie, irritazioni cutanee sono soltanto alcuni degli effetti negativi di questo sovraccarico di sostanze contaminanti. Per risolvere il problema, naturalmente, la soluzione non è smettere di pulire la propria casa, ma passare all’utilizzo di prodotti che abbiano un maggior livello di rispetto sia della salute che dell’ambiente. E non preoccupiamoci: anche i prodotti ecologici, quando si tratta di eliminare lo sporco, hanno i risultati eccellenti a cui siamo abituati!

Tapparelle: facciamo qualche precisazione

Non è certo difficile trovare dove comprare tapparelle: Milano, Torino, non c’è centro urbano che non abbia decine di punti vendita dove acquistarne di ogni genere e tipo. Anzi: è proprio per via di questa varietà notevolissima che può diventare complicato prendere una decisione definitiva, scegliere quale sia il modello che va ad adattarsi perfettamente all’arredamento e all’architettura della nostra casa. Proviamo a districarci fra tante varietà!

– Gli avvolgibili
Gli avvolgibili li conosciamo sicuramente: non ci sono modelli più popolari e diffusi, nelle case moderne. Solitamente, sono composti di barre di PVC, collegate in modo da arrotolarsi in un cilindro compatto, situato sopra l’infisso. Ve ne sono sia di modelli che, anche da chiusi, lasciano passare un poco di luce attraverso apposite fessure, sia di tipi che compongono una parete completamente chiusa. Non è difficile capire perché siano tanto popolari: sono solidi, resistenti anche con pochissima manutenzione, e costano poco.

– Le veneziane
Probabilmente, anche se non ne abbiamo in casa, le conosciamo e le abbiamo viste più volte. Le veneziane sono fatte di striscette di materiale rigido (metallo, tipicamente alluminio, legno, o l’onnipresente PVC) collegate in modo da poter ruotare su se stesse, e ora lasciar passare la luce completamente, ora chiudersi in una parete intera. I modelli in alluminio vengono soprattutto utilizzati negli uffici, ma spesso, in casa, trovano applicazione nei bagni e nelle cucine. I modelli in legno, che di solito sono fatti di balsa o di bambù, legni leggerissimi, sono molto eleganti e di classe, sia quando lasciati del colore naturale sia quando dipinti di bianco, ma purtroppo soffrono molto l’umido. Per quanto invece riguarda i modelli di PVC, sono decisamente i più resistenti e solidi, soprattutto perché immuni a usura e umidità e semplicissimi da pulire.

– I sistemi a pacchetto
I sistemi a pacchetto sono talvolta chiamati anche “alla Romana”. Sono realizzati interamente in stoffa, spesso di Cotone o Lino, ma recentemente anche in Poliestere; tale stoffa è montata con cordicelle in modo che, tirandole, salga piegandosi a strati. Sono molto eleganti e soprattutto, vista la varietà di stoffe disponibili, molto adattabili a qualsiasi ambiente sia per colore che per fantasia; Inoltre, da un punto di vista funzionale, permettono una buona regolazione del passaggio della luce.

Eliminare zanzare: l’incubo di un ronzio

Eliminare zanzare è un’attività fondamentale se si vogliono salvaguardare le nostre notti estive (e non solo estive ma anche invernali) dall’attacco ronzante, rumoroso, doloroso e pungente di questi insetti succiasangue.

Il loro ronzio fastidioso accompagna da sempre le notti estive. Da quando poi le nostre città sono diventate un gigantesco habitat naturale anche della zanzara tigre (specie esotica immigrata da pochi anni) l’incubo punture è non si ferma.

Se di giorno ce la dobbiamo vedere con la specie “esotica”, dal tramonto in poi dovremo affrontare l’incubo dell’insonnia con la zanzara tradizionale.
Liberarsene non è neppure così semplice, visto che la popolazione è fittissima e il loro livello di prosperità alle stelle: ogni zanzara femmina depone per l’appunto da 200 a mille uova. Non tutto è perduto però, ed eliminare zanzare non è impossibile, poiché tuttavia i rimedi abbondano, sempre più efficaci e pratici con il passare del tempo.

Tra tutte queste novità che piovono però il più classico dei rimedi contro gli insetti volanti è lo spray, che non muore mai. Diversamente da strumenti per eliminare zanzare come le piastrine e gli insetticidi a lento rilascio, lo spray è nato soprattutto per le “disinfestazioni lampo”. La sua massima efficacia si ha quando viene spruzzato in locali chiusi per qualche secondo, si esce, si chiude la porta e si attende per qualche minuto che la sostanza abbia il suo micidiale effetto sugli ospiti indesiderati. La sua azione non è però costante, perchè le goccioline di prodotto dopo poco tempo evaporano. E difatti il consiglio dei produttori è, dopo avere fatto areare a dovere l’ambiente, quello di chiudere le finestre per evitare l’assalto di altri insetti.

Gli alleati migliori però, per eliminare zanzare e anche per allontanare insetti indesiderati, sono le piante aromatiche. Tutti mezzi naturali questi. Le specie vegetali che emettono forti odori come gerani e rosmarino, lavanda, maggiorana ed eucalipto sono infatti sgradite alle zanzare. In genere questo discorso vale per tutte le erbe che hanno una componente volatile e un odore aromatico intenso. Tenere qualcuna di queste piante in giardino o sul balcone può rivelarsi quindi molto utile.

Pulizia camera alberghi: servizio utile

Il servizio di pulizie delle stanze d’albergo è l’insieme di opere di riordinamento, igienizzazione e deodorazione di un locale. Numerose attività commerciali turistiche come alberghi, bed and breakfast, motel e residence dispongono di personale atto alla pulizia e all’ordine. Tale personale è composto da svariati stipendiati che svolgono diversi ruoli in funzione delle necessità di un locale, dal cambio delle lenzuola alla pulizia dei vetri, dalla aspirazione della polvere allo svuotamento dei cestini. Come intuibile il lavoro di tale gruppo di dipendenti è molto importante per l’azienda, la quale vanterà tra i propri pregi proprio questo efficiente servizio di pulizia, ma anche ai fini del benestare del cliente.

La pulizia delle camere è un benefit a vantaggio del cliente, questo potrà quindi sentirsi libero e senza doveri, per certi aspetti anche viziato e coccolato dall’azienda. Le pratiche di igienizzazione vengono attuate periodicamente per mezzo di prodotti sgrassanti in grado di rimuovere ogni forma di sporcizia dalle superfici, la periodicità e la frequenza dell’igienizzazione è indice di qualità del servizio; con deodorazione si intende l’allontanamento e la cancellazione di tutti quei composti gassosi sgradevoli responsabili di odori pungenti e fastidiosi, tra questi per esempio il sudore. Il personale della pulizia di camere degli alberghi utilizzando prodotti testati e sicuri eliminano gli odori cattivi, e, tramite bombolete ricche di aromi naturali oppure candere, oli profumati, immettono nel locale un sentore di naturale e pulito.

Anche il riordinamento è un lavoro importante ai fini della pulizia, poiché tramite esso è possibile trovare al giusto posto ogni forma di necessità; dagli asciugamani che vengono periodicamente cambiati, lavati e igienizzati, alla messa in ordine di elettrodomestici quali asciugacapelli, telecomandi o qualunque tipo di oggetto.

La pulizia delle camere dunque è la rappresentazione di un lavoro di persone scrupolose che funge da mezzo di rilassamento, miglioramento, mantenimento della qualità della vita che la stanza e quindi che l’impresa turistica offre.

Rubinetteria da bagno: una linea per tutti i gusti

All’interno di ogni abitazione, l’attenzione per le caratteristiche del bagno è senza dubbio sempre più accurata. Di fatto si cerca sempre di trovare il giusto connubio tra stile ed eleganza di forme al locale e al suo arredo, ricercando la rubinetteria da bagno idonea alle diverse aspettative. Pertanto i produttori ricercano continuamente la perfezione e lo stile innovativo. La rubinetteria da bagno quindi è un componente di quello stile che sempre migliorerà con l’avanzare del progresso. Soggettivamente ogni individuo è diverso, quindi, ogni persona possiede una preferenza dettata dalle proprie esigenze, aspettative, caratteristiche visive e misurabili; ed è qui che le diverse catene di produzione intervengono, mediante sondaggi, analisi di mercato e statistiche di popolazione, cercano dunque di creare la rubinetteria da bagno che più si avvicina all’arredo complementare perfetto.

Quando si parla di rubinetteria da bagno, si parla di una determinata linea di prodotto che consta in diverse parti: il miscelatore è l’elemento funzionale che porta dalla tubazione centrale l’acqua nel bagno. Questo è senza dubbio l’esempio lampante di come la rubinetteria da bagno sia sempre in costante evoluzione; modelli affusolati, rettangolari, lunghi, corti e speciali, e ciascuno di essi viene considerato nel suo insieme, dalla forma, dalla cromatura, dalla linea e l’eleganza. Il miscelatore è azionabile mediante leve o viti che regolano l’afflusso di acqua corrente e la temperatura della stessa. Nel complesso anche le viti e le leve rientrano nel concetto di design ricercato, in quanto la loro implementazione nella rubinetteria da bagno è soggetta anch’essa a costante ricerca tecnologica.

La rubinetteria da bagno dunque rappresenta la ricerca di stile ed eleganza a cui ogni individuo aspira per abbellire e rendere “bello” il proprio locale. Ricercando quindi la linea di prodotti che soggettivamente soddisfano le sue richieste; stà all’azienda produttrice prevedere e creare il modello che ogni individuo considera perfetto.

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