Come essere produttivi sul lavoro

Essere più produttivi sul lavoro è un obiettivo comune per molte persone, anche se spesso sembra molto più facile a dirsi che a farsi, purtroppo, le richieste professionali da parte del datore di lavoro sono in continuo aumento. Ma un lavoro frettoloso o non svolto con la cura adeguata non porterà mai buoni frutti o promozioni di sorta, resterà un lavoro impacchettato e fatto solo perché andava fatto. Trovare un equilibrio tra la qualità del lavoro svolto e la quantità di compiti completati è essenziale per il successo a lungo termine nella carriera lavorativa. In questo articolo, esploreremo insieme le varie strategie chiave su come essere più produttivi e vi daremo dei consigli per evitare il multitasking e così eliminare le cattive abitudini che non fanno altro che abbassare qualità del lavoro e dell’umore, che nonostante venga spesso e volentieri sottovalutato dai capi di lavoro è l’elemento più importante, quello che non solo ti potrà permettere di presentarti col sorriso, che non sia un classico sorriso di repertorio, ma anche di svolgere un lavoro molto megliore rispetto a quello che avresti fatto se il tuo umore fosse stato pessimo. Per questo è importante che queste due cose siano ben intrecciate tra loro, al fine di mantere l’equilibrio.

Essere più produttivi

Non riguarda solo la quantità di lavoro svolto, ma anche la qualità di ciò che produciamo in generale. La base di una giornata produttiva è la pianificazione di quest’ultima. Creare una lista di attività da svolgere, assegnando priorità e tempi di completamento, permette di mantenere il focus e ridurre lo stress legato a scadenze imminenti. La pianificazione offre una visione chiara delle responsabilità che si hanno, ma fornisce anche una roadmap per la giornata lavorativa. Suddividi il lavoro in compiti gestibili e assegna priorità a ciascuno di essi. Con questa strategia non solo riducerai l’ansia da scadenza, ma riuscirai a concentrarti su determinati obiettivi specifici, incrementando così la produttività complessiva, non solo nel lavoro, e diminuendo sensibilmente lo stress dovuto allo sforzo.

Produrre di più senza fare multitasking

Il multitasking è spesso visto dalla maggior parte delle persone come un superpotere, in realtà non è così miracoloso come si pensa: disperde solo le energie e la concentrazione. Focalizzarsi su un compito alla volta aumentarà l’efficienza. 
La società moderna promuove spesso e volentieri la capacità di fare più cose contemporaneamente, tuttavia, numerosi studi dimostrano che il multitasking può portare ad un calo della qualità del lavoro, aumenta la fatica mentale e gli errori. Concentrarsi su una singola attività alla volta consente di eseguire compiti con maggiore precisione e rapidità, oltre che ovviamente con una qualità senza dubbio superiore. La qualità del lavoro aumenta e la sensazione di realizzazione soddisfa maggiormente quando un compito oltre ad essere portato a termine è anche ben svolto.

La promozione eccessivamente illudente del tanto decantato multitasking non fa altro che cercare di stabilire un nuovo canone per il lavoro. Molto spesso sono i veri e propri datori di lavoro a richiederlo (negli annunci o ad un colloquio), quindi tutto quello che pensi di fare si sgretola. Ma non devi farti abbattere, perché ciò che è possibile fare il multitasking è possibile che sia svolto dieci, venti volte meglio singolarmente.

Cattive abitudini che abbassano la produttività

Eliminare cattive abitudini è un passo cruciale per ottimizzare la produttività sul lavoro. La procrastinazione, ad esempio, può essere combattuta stabilendo scadenze personali e suddividendo i compiti in passaggi più piccoli. Per esempio , potresti scrivere una lista dei tuoi compiti e spuntare via via le attività che completi.
Riduci al minimo le distrazioni, evita di perdere troppo tempo con i colleggi e non guardare molto spesso il telefono (almeno che il tuo lavoro non si trovi lì).
Impegnati per identificare le scusi che usi per procrastinare e affrontale, ricordati perché stai svolgendo quel compito: ti darà la spinta giusta per focalizzarti totalmente sul lavoro, riconoscere e affrontare le cattive abitudini è il primo passo per migliorare la propria produttività e dare valore alle attività svolte.
La disorganizzazione è un altro grande problema per quanto riguarda le cattive abitudini sul lavoro, ma può essere affrontata mantenendo un ambiente di lavoro ordinato e utilizzando sistemi di archiviazione efficaci. Cerca con tutte le tue forze di identificare le abitudini che rallentano il tuo rendimento e mettiti d’impegno per sostituirle con comportamenti più produttivi e meno autopunitivi.

Produrre di più organizzando le pause di lavoro

Le pause sono pressoché imprescindibili per mantenere alto il tuo livello di produttività. Ricorda di organizzare pause brevi, che permettano di evitare la stanchezza mentale e fisica. Utilizza queste pause per rilassarti, fare una breve passeggiata, praticare la respirazione profonda, ma anche semplicemente bere del caffè o fare uno spuntino al fine di ricaricare le tue energie. È importante organizzare le pause in modo strategico per migliorare la tua resistenza e la qualità del lavoro svolto.

Investire nell’efficacia lavorativa

Essere più produttivi richiede un impegno costante, ma soprattutto tanta forza di volontà per apportare miglioramenti graduati. Investire tempo nell’organizzazione e nella pianificazione, utilizzare la migliore combinazione di fattori produttivi, evitare il multitasking, eliminare abitudini dannose e gestire le pause in modo efficace sono passi chiave verso il raggiungimento della massima produttività sul lavoro. Ovviamente, tutto questo non lo fai solo per il tuo capo, ma anche per la tua persona, perché se lavori meglio ti senti automaticamente migliore. Ricorda che ogni piccolo cambiamento nella tua routine contribuisce in modo significativo a migliorare la tua performance e la tua soddisfazione lavorativa nel complesso. Non si tratta solo di lavorare di più, ma di lavorare in modo più intelligente per ottenere risultati più significativi, oltre che (finalmente) un po’ di gratitudine e considerazione dal tuo datore di lavoro

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