Rivestimenti tecno-plastici con polveri: usi e applicazioni

Cosa accomuna il settore dell’automotive a quello nautico, passando anche per la corsetteria femminile e quello elettrico?

Apparentemente nulla, a meno che non ci sia un’azienda che opera in questi ambiti e che abbia bisogno di un rivestimento in tecno-plastica con polvere.
Di questo parleremo nella nostra guida, pensata per offrire una panoramica su uno dei servizi più utilizzati dalle aziende.

Rivestimenti tecno-plastici con polveri: cosa sono

Quando si parla di rivestimenti tecno-plastici con polveri, si intende un procedimento che in pochi sono in grado di realizzare.
Frutto di anni di ricerca e specializzazione, questo sistema è il fiore all’occhiello delle vere eccellenze italiane, di cui un ottimo esempio è rappresentato dal leader in tale settore, visibile sul sito www.r-t-m.it .

Di cosa parliamo esattamente?
Dell’applicazione pratica in senso industriale delle cosiddette ‘polveri poliammidiche a catena molecolare lunga’.
Nello specifico si tratta del Nylon, e in particolare del tipo ’11’ e del tipo ’12’.
La tecnologia che sta dietro questo prodotto è davvero all’abanguardia, e sfrutta il rivestimento detto ‘a letto fluido’.
Si tratta di una serie di passaggi che prevedono il preriscaldamento in forno a temperature controllate dei particolari. Questi vengono successivamente posti in immersione in vasche adeguate e costruite ad hoc.
È proprio nella vasca che sono contenute le polveri, che sono letteralmente sospese grazie ad un flusso di aria pura.
Il procedimento è d’elezione per le polveri in tecno-plastica, ma può essere utilmente impiegato anche con quelle termo-plastiche e con quelle termo-indurenti.

Tutti i campi di applicazione

A cosa potranno mai servire questi rivestimenti?
Se ben ricordate l’introduzione del discorso, a moltissimo.
Sono infatti diversi i campi di applicazione della tecnologia di cui stiamo parlando.

Ecco i vari settori in cui trovano sempre più spesso applicazione:

  • settore elettrico: è noto che ogni elemento all’interno del quale si muova la corrente elettrica debba essere adeguatamente isolato, sia per evitare corto circuiti, sia per evitare folgorazioni o scosse. I rivestimenti in questo settore sono fondamentali, perché offrono isolamento elettrico ai contatti, alle connessioni e alle sbarre. In genere si usa il rame, provvisto di protezioni finali di contatto. Tutti gli elementi in causa vengono prima trattati superficialmente con lavaggio, sabbiatura e raffreddamento ad aria, per poi subire un rivestimento a letto fluido;
  • corsetteria femminile: avete presente il gancetto di un reggiseno o il ferretto che entra nelle coppe? Questo è uno dei tantissimi esempi dei prodotti della corsetteria femminile. Ganci, ferretti, anelli, passanti, tutto quello che serve per l’intimo viene rivestito. Naturalmente, trattandosi di prodotti che dovranno entrare in contatto con la pelle, in questi casi si usa un’accortezza in pù, rappresentata dalla certificazione specifica del contatto sicuro con la pelle;
  • settore automotive: siamo nel campo automobilistico, e in questo ambito i rivestimenti vengono impiegati ad esempio sui manicotti, sulle forcelle sia ‘maschio’ che ‘femmina’, e sono in generale impiegati su quei manufatti che devono trasmettere potenza a macchine agricole o autocarri o dispositivi con i cingoli. Ogni settore naturalmente prevede un trattamento ad hoc, ed ecco perché in questo caso i rivestimenti sono preceduti da un primer di ancoraggio.

L’uso dei rivestimenti nel settore idrico

Abbiamo visto i principali campi di applicazione dei rivestimenti, ma ce n’è uno che potrebbe risultare inaspettato. È quello del settore idrico. In questo settore i rivestimenti sono importanti per tutti quegli accessori che entrano in gioco quando si deve fornire acqua potabile. Si pensi ad esempio alle valvole, ai giunti di transizione, o ancora ai coperchi o ai collari che devono resistere all’attacco di eventuali sostanze chimiche, o ai raggi ultravioletti, o semplicemente agli effetti dell’usura.

Come si è visto le aziende italiane fanno spesso la differenza quando si tratta di innovazione e ricerca, e nel caso in cui la tecnologia venga impiegata non solo per scopi nobili ma anche per migliorare qualità e sicurezza della vita, si può davvero dire che sia un grande successo.

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